Corruzione e Trasparenza

letto 1692 voltepubblicato il 22/12/2011 - 03:00

Riprendo una segnalazione di Gianfranco Andriola () e un editoriale di Forum PA ( ) per condividere un’osservazione sull’attività dell’organismo anticorruzione italiano, istituito contestualmente alla soppressione dell’Alto Commissariato Anticorruzione, il SAeT. Nel 2007, quando ancora esisteva l’Alto Commissariato, l’Italia aveva un corruption perceptions index pari al 5,2 (41° posto nella lista, ). Nel 2008 viene soppresso l’Alto Commissariato Anticorruzione e nasce il SAeT. Nel 2009, dopo circa un anno di attività del nuovo organismo, l’Italia scivola al 63° posto nella lista stilata da Trasparency International. Nel 2011 la situazione va ancora peggiorando (69° posto con un indice pari a 3,9). Ancora, un aspetto che meglio di ogni dato sottolinea l’attenzione dedicata al problema è la frequenza di aggiornamento del sito web del SAeT, all’interno della sezione statistica del sito troviamo, ad oggi, dati aggiornati al 2006 ( )! A questo punto mi chiedo: l’organismo che dovrebbe arginare il fenomeno della corruzione nel nostro paese (tra le principali piaghe italiane, un giorno si e l’altro anche, sentiamo parlare dei 60 mld l’anno che ci costa la corruzione) , sta lavorando bene? Sulla base di quanto riportato, la risposta è scontata. Personalmente, penso che il problema principale risieda nell’approccio culturale delle nostre classi politiche al tema (ex Cirielli, Scudo Fiscale,…), un approccio che ha contribuito in maniera consistente al radicamento della pericolosa credenza che alla fine il “furbetto” in ogni situazione riesce a sempre cavarsela. Direi che sarebbe opportuno cominciare ad occuparsi seriamente del problema (e fino ad ora non lo si è fatto), soprattutto, in un momento storico nel quale si sta chiedendo a tutti di fare sacrifici. Recuperiamo un po’ di soldi da qui? Grazie!