Comuni e Province, via libera ai tagli con nuovi criteri

letto 805 voltepubblicato il 02/04/2015 - 13:33, in Osservatorio Spending Review

Riporto un interessante articolo di Gianni Trovati da IlSole24Ore di ieri per le importanti novità segnalate.

Il 31 marzo scorso, la Conferenza Stato-Città ha dato l’ok alla spending review 2015 per Comuni e Province, che distribuisce fra gli enti locali 2,2 miliardi di nuovi tagli, superando i criteri dei tagli lineari e della spesa storica ed introducendo quelli dei costi standard delle funzioni fondamentali, dei fabbisogni standard e delle capacità fiscali.

I parametri approvati, alquanto complessi*, saranno tradotti nei prossimi giorni in un Dpcm con le tabelle sui numeri definitivi.

Per i Comuni i tagli sono da 1,2 miliardi di euro (altri 288 milioni erano già stati distribuiti in precedenza), assegnati in proporzione alle risorse di ognuno. In questo modo, il fondo di solidarietà, integralmente alimentato dall'Imu, ammonta a 4.338 milioni (di cui oltre 300 milioni vanno direttamente allo Stato) e viene distribuito per l'80% in base ai parametri storici mentre l'altro 20%, 740 milioni, viene usato per la perequazione, cioè per gli “aiuti” ai Comuni più poveri in termini di risorse fiscali.

Per capire dove intervenire, si è partiti dalle risorse standard 2014 (Imu e Tasi ad aliquota standard più fondo di solidarietà; poco più di 13 miliardi) ed è stata misurata in ogni Comune la differenza tra le risorse necessarie e le capacità fiscali standard. Il meccanismo, secondo prime valutazioni degli amministratori locali, può comportare problemi ai Comuni medio-piccoli: circa 2.000 Comuni, per i quali questi meccanismi aumenterebbero di oltre il 20% (fino a picchi superiori al 100%) il taglio standard.

Per gli enti di area vasta, il taglio è da 900 milioni, a cui si aggiungono 100 milioni nei territori a Statuto speciale: alle Città metropolitane vengono chiesti 256 milioni, il resto alle Province che rimangono tali. Per arrivare a questo risultato, il calcolo è stato condotto integralmente sulla base del “costo giusto” delle funzioni fondamentali: dal momento che le Città hanno più funzioni delle Province, il loro taglio si alleggerisce. Una clausola di salvaguardia evita che la sforbiciata superi il 30% della spesa corrente 2010-2012 di ogni ente.

Le reazioni

Risultato duplice per il Governo, perché la definizione dei parametri di distribuzione di fondi e tagli ente per ente attenua il rischio di ulteriori rinvii per i preventivi locali, da scrivere entro il 31 maggio, e perché i nuovi metodi adottati ieri segnano il “quasi-addio” al criterio della spesa storica. «Oggi l'Italia rottama il taglio lineare e la spesa storica - esulta Luigi Marattin, l'economista di Palazzo Chigi che segue le vicende della finanza locale -. Per la prima volta i rapporti finanziari tra Stato e enti locali si basano (totalmente per Province e Città metropolitane, gradualmente su Comuni) su costi standard, fabbisogni standard e capacità fiscali». Risultato reso possibile anche dall'adesione, tutt'altro che scontata, degli amministratori locali. «Abbiamo preso atto con responsabilità dell'esigenza di procedere per assicurare la possibilità di predisporre i bilanci - spiega il presidente dell'Anci Piero Fassino - ma sottolineiamo le criticità per i piccoli Comuni e l'urgenza di adottare il decreto legge sugli enti locali».

 

* Per approfondimenti sui dati tecnici:

Fonti:

di Gianni Trovati da IlSole24Ore del 1 aprile 2015