La tutela della Privacy

letto 85 voltepubblicato il 13/11/2020 - 18:25

Mi ricollego a quanto ha scritto in forma letterariamente elegante, e non trascurando di certo profili sostanziali, Tonia Maffei nel suo ultimo intervento sul concetto di privacy. Secondo me la tutela del diritto alla riservatezza è amministrativamente carente. Lo prova il fatto che innanzi al Garante, organo collegiale di estrazione parlamentare composto da quattro membri particolarmente versati nelle materie informatiche, sono esperibili solo due rimedi, la segnalazione ed il reclamo (seguo Michele Iaselli), di cui solo l'ultimo comprende un'istruttoria preliminare ed un procedimento vero e proprio. Per proporre un ricorso sulla pretesa violazione dei dati personali, l'interessato deve adire la giurisdizione ordinaria e nel caso di una situazione di emergenza, può avvalersi dello strumento remediale di cui all'art. 700 del c.p.c. , ovvero il ricorso d'urgenza. Tale ricorso mira ad impedire che nelle more del giudizio l'interessato possa subire un danno morale grave ed irreparabile. Tre sono i presupposti di questo mezzo di impugnazione: a) il periculum in mora; b) il fumus boni iuris e c)  la natura di estremo rimedio, quando cioè non non siano disponibili misure cautelari alternative. Tanto premesso, viene da chiedersi se la tutela della privacy sia presidiata adeguatamente sul versante della competenza informatica, s'intende in termini quantitativi. In altre parole bisognerebbe potenziare la tutela amministrativo-informatica, perchè può darsi che il Giudice Ordinario non sia ,per cultura e preparazione professionale, molto sensibile  alle problematiche nascenti da contenziosi di natura "digitale".