Il pensiero della Destra

letto 150 voltepubblicato il 07/03/2021 - 16:50

Gli uomini di destra sono i conservatori radicali.Hanno spirito democratico e popolare. Amano il valore, prima di tutto la verità e la giustizia. Non sono individualisti ma individui pensanti che sentono vivo il senso di appartenenza ad una comunità nazionale nella quale sono radicati. Il tipo di pensiero che contraddistingue la Destra è puramente oggettivo, quindi, per quanto possibile, impersonale.Si trovano sempre al centro di energie negative, che cercano continuamente di riconvertire nell'energia positiva del pensiero.In particolare l'Italia, centro geografico e culturale del mondo, è un Paese energeticamente neutro, in cui confliggono e si annullano le energie provenienti dai quattro punti cardinali. Nelle controversie civili od internazionali, privilegiano, per la loro risoluzione, il metodo pacifico del dialogo piuttosto che il ricorso alla violenza. Essi sono pure degli esistenzialisti radicali che vivono in prima persona tutte le contraddizioni dell'esistenza: uomo/donna, genitori/figli, emarginazione/integrazione, oriente/occidente ecc. La Destra è convinta che l'esatta percezione della realtà risieda nello spirito democratico, ossia nella convinzione dell'eguaglianza di tutti gli uomini di là dalle differenze della vita quotidiana, che possono essere le più varie, riguardando la posizione sociale, la razza (oggi si direbbe il "tipo umano"), il modo di pensare, il sesso ecc. L'elitismo, al contrario, produce, con il suo attaccamento al privilegio, delle gravi distorsioni nel modo di intendere la realtà della vita e, più in generale, delle cose. L'esatto spirito democratico, infatti, assume come uguali tutte le persone, pur tenendo in debito conto le inevitabili diversità che si riscontrano fra di loro, evitando prese di posizione basate sul pregiudizio e l'intolleranza.  Perciò essi sono non classisti ma interclassisti, essendo un Paese formato da numerose classi sociali. Un altro luogo comune associa la Destra alla "croce celtica". Gli uomini di destra sono in realtà uomini del popolo che non ostentano alcun simbolo, avendo come punto di riferimento solo la bandiera del proprio Paese. Esempio di uomo di destra è Cesare Battisti, socialista e patriota fino all'estemo sacrificio della propria vita. Un mito di Destra è quello di Ercole, il semidio della giustizia. Nella letteratura greca arcaica, può essere considerato di "destra" il poema omerico Odissea, che parla del lungo girovagare di Ulisse,che,  avventuratosi in un mondo pieno di pericoli, ritorna finalmente alla sua dimora, ritrovando gli affetti più cari ed i sentimenti più veri. Anche la tragedia greca può essere considerata di "destra": essa tratta, con amaro pessimismo, della conflittualità dell'esistenza umana, della sua fondamentale irrazionalità, che non di rado sfocia in incontrollata violenza.  La Destra ritiene che la prima manifestazione dello spirito civile e democratico sia il rispetto della donna. Da sempre essa ritiene che il male minore per l'uomo sia vivere allo stato di natura, a stretto contatto con la terra madre, poichè il mondo è un luogo ostile, pieno di tranelli ed illusioni. Dobbiamo sfatare un luogo comune assai diffuso: quello per cui la Destra sarebbe un "partito" o, peggio ancora, sarebbe legata ai cosiddetti "poteri forti". Nulla di più falso: gli uomini di Destra sono assolutamente al di fuori delle "beghe" e degli interessi politici ed economici, privilegiando uno stile di vita modesto e solitario. Anche il luogo comune che riconduce la Destra al nazifascismo è assolutamente falso: essa è sempre stata contro ogni regime violento e sanguinario che opprime la libertà e la dignità dell'uomo. La Destra, pur essendo solo occidentale, ritiene che presso tutti i popoli del mondo esistano uomini saggi che amano la giustizia e la non violenza. A proposito dell'immigrazione, se qualcuno mi chiedesse se sia giusto salvare delle vite umane, io risponderei senza esitazione che è giusto. Ma la realtà è contraddittoria. Ogni Paese infatti ha le sue esigenze e le sue possibilità: ritengo che la strada giusta verso un'immigrazione "sostenibile" sia quella di ospitare gli stranieri fino al limite delle effettive risorse disponibili, attestandosi su un "tasso di immigrazione fisiologico" tale da garantire, da un lato, un certo livello di benessere agli ospitati e ,dall'altro, evitare "violenze" al Paese ospitante, con la formazione di masse sbandate che, a lungo andare, potrebbero causare seri problemi all'ordine pubblico democratico, fino alla sua polverizzazione. Il destino di una comunità esposta ad un'immigrazione incontrollata è la disgregazione: infatti tutti i popoli "stranieri" ,portando con sé i propri costumi e la propria cultura, nonché i propri interessi economici, si organizzano in tante società che, tendendo ad espandersi, minano la stabilità e la compagine del corpo sociale che le ospita. L'argomento del decremento demografico che è stato portato a favore dell'immigrazione, non è convincente: in primo luogo perché tale decremento interviene dopo un periodo di boom demografico, come fenomeno naturalmente ad esso conseguente e complementare; in secondo luogo perché nulla vieta che nel futuro la popolazione autoctona possa di nuovo ricominciare a crescere. La Destra ritiene che tipica manifestazione della cultura anglosassone sia l'economia politica, fondata sull'utilitarismo ed il materialismo; peraltro, nei Paesi anglosassoni, vi è una forte corrente di coscienza democratica. La Destra è animata da un forte spirito patriottico e legalitario, se vogliamo anche "particolaristico", che rifugge da ogni forma di estremismo.Ma così come rispetta gli altri popoli, la Destra esige il rispetto della propria Nazione.Può a questo punto essere istruttivo il confronto con la sinistra: lo spirito di sinistra è  orientato verso il progressismo, nella falsa convinzione che il cambiamento a tutti costi porti a  risultati positivi e favorevoli per l'umanità.  Oggetto dell'interesse della Destra è il proprio Paese, avendo della vita una visione "civica".  Altro luogo comune sulla Destra è che sia fanatica dell'antica Roma. A proposito potremmo chiederci quali sono i reali rapporti tra Roma e l'Italia. Questi rapporti sono caratterizzati da un indubbio dualismo: tanto Roma,sia quella pagana sia quella cristiana,  ha vocazione universalista, tanto lo spirito genuinamente italiano è provinciale e "paesano" , rivolto su se stesso, ed assolutamente non nazionalista. Dei Romani, popolo guerriero e dagli istinti violenti e quindi non raramente brutale, la Destra non può fare a meno di ammettere il grande valore, costituito da una straordinaria cultura popolare.Lo spirito originario della Romanità è  profondamente democratico, qualità che andò via via scemando con l'insorgere di grandi interessi economici e con la nascita delle élites e di un un potere sempre più accentrato ed intollerante. Tanto premesso, devo sottolineare che l'Italia è un'unità culturale (neolatina) cui deve corrispodere, come è e come deve essere, un'unità politica. In materia di teologia, la Destra ritiene che Dio sia una  mente ben differenziata dalla natura: un vuoto che tuttavia è "qualcosa", contenendo delle informazioni. Ancora, essa ritiene che Dio sia sostanzialmente una Legge puramente oggettiva, mentre il diritto o "legge umana", sia relativo ed associabile alla mente soggettiva che prevale di gran lunga negli esseri umani. In fatto di logica ritengo che essa debba esercitarsi sulla realtà concreta, al fine di capirla e darle un senso. Non sono invece logica, se non nel senso accademico, le astruserie platonico-aristoteliche, che conducono, con le loro applicazioni matematiche e fisiche, ad un mondo deviato, completamente al di fuori della oggettività naturale.   Cosa pensare della quarta rivoluzione industriale? Leggevo che essa pare fatalmente legata alla fine dell'antropocene ed alla senescenza della razza umana. Probabile scenario del futuro è quello di un mondo totalmente burocratizzato, dominato da macchine ed androidi, in cui non ci sarà più spazio per il libero pensiero.