Sistema e ordinamento

letto 43 voltepubblicato il 02/04/2021 - 15:30

Abbiamo visto il significato dei due termini sistema e ordinamento. Quest'ultimo, in particolare, è un vocabolo di uso comune e generico che viene impiegato  molto spesso in ambito giuridico per designare un insieme di istituzioni, regole e precetti che regolano la vita di una comunità politica o di altro tipo ( ordinamento statuale, ordinamento giudiziario, ordinamento forense ecc.). Ma qual'è il reale rapporto tra di essi ? L'ordinamento può essere di due tipi: kelseniano e romaniano. Il primo è in sostanza un insieme di norme disposte in ordine verticistico (a mò di piramide): la gerarchia delle norme culmina nella grundnorm, ovvero nella "norma di chiusura", giustificazione ultima di tutta la costruzione. Il secondo, che in verità si discosta dai canoni propriamente positivistici, ammette l'elemento del complesso normativo ma vi aggiunge il dato sociologico del gruppo sociale. I due ordinamenti si reggono entrambi sul "principio di effettività" cioè sulla loro attitudine ad essere spontaneamente rispettati dai consociati.Per quanto riguarda il sistema, sappiamo che è un "tutto integrato" formato da parti strettamente connesse ed interdipendenti. Lasciando da parte il significato spregiativo di sistema, che allude ad un insieme di interessi economici ed ideologici tendente alla corruzione e all'illegalità, aggiungiamo che detto vocabolo non necessariamente è contrapponibile ad ordinamento. Infatti negli ordinamenti moderni trova largo spazio l'uso del sistema, come metodo logico per dare un assetto preciso alla materia giuridica. Gli esempi non mancano. Pensiamo ai vari Codici: civile. penale, al Codice del processo amministrativo, a quello dei Contratti pubblici, tutti strumenti che danno un "ordine" agli istituti giuridici di relativo interesse. In verità, la contrapposizione fra sistema ed ordinamento nasce in ambito romanistico. Per sistema romanistico si intende una realtà giuridica composta da metodo dialettico, analogia e principi generali che, nata nel II secolo A.C., ancora oggi è in qualche maniera attuale perché  suoi elementi si ritrovano nelle legislazioni di tutti i Paesi civili.Sicché la vera differenza tra sistema ed ordinamento sta in ciò: che mentre il sistema nel senso classico è una realtà giuridica che tendenzialmente si espande senza limiti né spaziali né temporali, in quanto che i Romani avevano una vocazione universalistica e per nulla razzista, l'ordinamento  tende a rimanere "chiuso" e tipico di ciascun Stato nazionale. Non sarà un caso se il termine ordinamento è quasi esclusivamente adoperato nella lingua italiana ad indicare uno status quo giuridico che rimane complessivamente restìo al cambiamento ed all'innovazione. Vero è che questa tendenza al conservatorismo, fin dagli anni '90 del secolo scorso, è stata scossa sempre di più dall'avvento della rivoluzione digitale e dalle privatizzazioni, per cui si è passati da un modello di Stato piramidale ad uno policentrico.