I controlli nella pubblica amministrazione

letto 275 voltepubblicato il 12/06/2021 - 21:22

Quali sono i "soggetti" deputati alle funzioni di controllo amministrativo-contabile nel nostro ordinamento e in quali modalità esso si esplica? Queste sono le domande a cui cercheremo di rispondere sinteticamente in questa segnalazione. Quando si parla di controllo amministrativo, si parla inevitabilmente del ruolo della Corte dei conti.L'istituzione fu creata con la legge n. 800/1862, con il titolo "Legge per la istituzione della Corte dei conti del Regno d'Italia". Di lì a poco iniziò in dottrina il dibattito sulla natura giuridica del nuovo organo statuale. Il fondatore del diritto pubblico italiano, V.E. Orlando fu subito dell'opinione che la Corte dei conti fosse un istituto di indole costituzionale, traendo la sua autorità da una vera e propria delegazione di poteri da parte del Parlamento, al di sopra ed indipendentemente dall'esecutivo. Anche il Vicario accede a questa autorevole opinione, sottolineando come le attribuzioni della Corte, ossia il carattere sanzionatorio che può avere il suo controllo, siano indizi sicuri della sua costituzionalità. Contra, si sono espressi alcuni autorevoli scrittori, come il Cammeo, il Brunialti, il Vanni, lo Zanobini, il Ranelletti e qualcun altro. Ma nonostante queste critiche, è rimasta dominante la dottrina di ascendenza orlandiana, che vede nella Corte un organo di rilievo costituzionale. Ed, invero, è acclarato che gli organi costituzionali sono quelli che svolgono in autonomia ed indipendenza un potere sovrano dello Stato. Appunto questa la posizione che caratterizza la Corte, che, nell'espletamento delle sue funzioni, è libera da ogni interferenza del potere legislativo ed esecutivo. Le sue mansioni giurisdizionali, poi, sono senz'altro considerate di ordine costituzionale al pari dello stesso potere giudiziario. A conferma di ciò occorre ricordare come la legge ordinaria non possa di certo sopprimere o modificare le attribuzioni devolute all' Istituto.( Luigi Picozzi). Ma quali sono i controlli svolti dalla Corte? Il più importante è sicuramente il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo; ma abbiamo anche il controllo successivo; il controllo sulla gestione di tutte le amministrazioni pubbliche; il controllo sugli enti sovvenzionati ed infine il controllo sulle Regioni e sugli enti locali. Il primo tipo di controllo ha riguardo al puro profilo di legalità dell'atto amministrativo, con riferimento ai tre vizi di legittimità previsti dal nostro ordinamento: incompetenza, eccesso di potere e violazione di legge. Esso sorvola su qualsiasi problematica di natura finanziaria. Il controllo successivo, che ha finalità di merito, ha per oggetto invece la gestione ed il patrimonio di tutte le amministrazioni pubbliche, dallo Stato sino agli enti locali, e si estende anche alle gestioni fuori bilancio ed alle sovvenzioni provenienti dall'UE. Con tale controllo la Corte verifica non la regolarità legale delle gestioni, ma piuttosto se i mezzi e gli strumenti utilizzati nella gestione stessa, soddisfino a criteri di speditezza, efficacia ed economicità, risultando "opportuni" nel senso più pregnante del termine. Altro soggetto pubblico deputato alle funzioni di controllo amministrativo-contabile è il DRGS (Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato). Dopo vari aggiustamenti legislativi, questo organo dell'Esecutivo (si tratta di uno dei quattro dipartimenti del MEF), si occupa delle politiche di bilancio e degli ordinamenti della finanza pubblica nonché delle funzioni ispettive e dei controlli di regolarità amministrativo-contabile, tutte attività confermate dall'art. 7 del D.C.P.M. 103/2019. Il controllo del DRGS si esplica attraverso gli Uffici centrali di Bilancio, istituiti presso ciascun Ministero, e attraverso le RTS (Ragionerie Territoriali dello Stato). Qualche cenno generale sui controlli per concludere. Si distinguono i controlli in varie maniere. Una prima suddivisione parla di controlli di legittimità e di merito, una seconda di controlli preventivi e successivi, a seconda che esaminino l'atto prima del suo formarsi o in un momento successivo, quando l'atto già perfezionato può produrre effetti giuridici. Ma i controlli possono essere anche interni (s'intende, all'Amministrazione) e questo è il caso del controllo esercitato dal DRGS, od esterni, quando provengono da un organo esterno all'Amministrazione, e questo è il caso della Corte dei conti. Infine, il regime dei controlli è contenuto a grandi linee nella Costituzione, e precisamente negli artt. 100 e 103, anche se tale regime non è in sé compiuto e perfetto, nulla vietando al legislatore di individuare e di introdurre una nuova forma di controllo, a patto che questa sia basata anche indirettamente sulla Costituzione.