L'offerta economicamente più vantaggiosa

letto 645 voltepubblicato il 20/06/2021 - 11:12

Secondo il Codice dei Contratti pubblici, (art. 95), le stazioni appaltanti sono tenute ad aggiudicare i contratti previa selezione delle offerte prescelte. I criteri di scelta sono essenzialmente due: il primo è quello basato sul costo più basso; il secondo, che è quello invece dell'offerta economicamente più vantaggiosa è basato sul rapporto qualità/prezzo ed è riconducibile ad un unico parametro numerico finale. Precedentemente all'emanazione del Codice n. 52/2016, l'Amministrazione aggiudicatrice poteva liberamente scegliere tra i due criteri; dopo, il principio dell' offerta economicamente più vantaggiosa si è imposto come preferenziale, ammettendo solo come residuale il primo, soggetto ad obbligo di motivazione.Ma dopo ulteriori aggiornamenti legislativi, ora è stabilito che l'appalto si aggiudica sulla base del minor costo, in alternativa all'offerta economicamente più vantaggiosa. In almeno tre casi i contratti sono affidati esclusivamente con questa modalità: 1) quando essi abbiano ad oggetto servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale o scolastica ovvero quando siano caratterizzati da alta intensità di manodopera; 2) quando siano relativi a servizi di ingegneria ed architettura di importo pari o superiore ai 40.000 euro e 3) nel caso di servizi e forniture di importo pari o superiore ai 40.000 euro, quando abbiano un forte contenuto tecnologico ed innovativo. Il principio fondante del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa risiede nel fatto che la P.A., nell'atto di acquistare lavori servizi o forniture per soddisfare proprie esigenze o quelle della sua utenza, non deve aver riguardo esclusivamente al risparmio sui costi, ma altresì valutare anche la qualità dei beni che vengono acquistati. Nell'art. 95, comma 6 del Codice vengono elencati i criteri che caratterizzano l'offerta economicamente più vantaggiosa. Vediamone alcuni: a) qualità (pregio tecnico, accessibilità, certificazioni in materia di sicurezza dei lavoratori, contenimento dei consumi energetici, qualificazioni sociali ed ambientali); b) possesso di un marchio di qualità dell'Unione Europea; c) compensazione delle emissioni di gas ad effetto serra; d) qualifiche ed esperienza del personale impiegato; e) servizio successivo alla vendita ed assistenza tecnica e f) condizioni di consegna e di esecuzione del servizio. Il comma 13 dell'art. 95 del Codice stabilisce anche che le stazioni appaltanti possono introdurre nella valutazione dell'offerta i criteri premiali legati al rating di legalità e di impresa, all'impatto sulla sicurezza e salute dei lavoratori nonché a quello sull'ambiente.