NUOVI INDIRIZZI PER INTERNET DALL'IPv4 all'IPV6: e se dessimo un IP ad ogni "fannullone"?

letto 2269 voltepubblicato il 07/08/2008 - 22:19 nel blog di domenico pennone

Dal sole24ore "guida pratica innovazione e comunicazione" luglio 2008. L'intervento è di Carlo Verdino che alcuni di voi conoscono.
"E' di questi giorni la notizia che la Comunità Europea impone entro il 2010 di garantire il passaggio dal protocollo Ipv4 al nuovo protocollo IPv6  per almeno il 25% dei collegamenti  delle imprese, delle amministrazioni pubbliche e dei nuclei familiari al fine di dare un indirizzo IP univoco ad ogni dispositivo. Tale necessità  è dovuta al fatto che gli indirizzi IP attualmente sono pochi rispetto ai fabbisogni.
Se pensiamo agli indirizzi IP come a numeri telefonici potremmo dire che gli unici ad avere sempre lo stesso numero (IP fisso) sono solo i server ed i servizi di connessione avanzati. Consapevoli di dover dare a tutti tale opportunità, da molti anni tutti i produttori di hardware e software hanno implementato la possibilità di utilizzare indifferentemente sia gli indirizzi IP classici (IPv4) che il nuovo tipo di indirizzamento IPv6 che consentirebbe di moltiplicare per centinaia di milioni il numero degli IP disponibili. Come accade oggi per la maggior parte dei collegamenti, se ad ogni connessione internet ottengo un numero di IP differente, non si potrà mai indirizzare una richiesta al mio computer dall’esterno. In parte il problema viene aggirato dai fornitori di servizi. Ad esempio Microsoft Messanger o Skype fanno da server per il collegamento ed identificano l’IP di colui che si connette e poi fanno da “centralino” per coloro che lo devono trovare “on-line”; qualora non ci si connettesse al server centrale dei servizi tutto ciò non sarebbe più possibile.
 Cosa potrebbe accadere qualora fosse implementato l’IPv6 da parte dei fornitori di connettività che già lo utilizzano al loro interno?
Sarebbe velocizzata la trasmissione di programmi in broadcast (IPTV) dato che il nuovo protocollo agevola la trasmissione dati da uno a molti facendo risparmiare molta banda.
Ogni computer ad uso domestico sarebbe in grado di avere le stesse possibilità di un server per quanto riguarda l’erogazione di servizi (siti internet, server di posta etc…).
Si avrebbe una effettiva uguaglianza all’interno dei nodi della rete dato che tutti avrebbero uguale potenzialità.
Si potrebbe gestire tutto il traffico telefonico voce direttamente da PC oppure, con un piccolo router, smistare la linea senza pagare canoni a nessuno, neanche per il VOIP.
Si potrebbero avviare vecchi progetti di computazione diffusa per calcoli che bisognerebbero di milioni di PC per scopi scientifici e che potrebbero essere smistati su computer domestici che aderiscono all’iniziativa dando potenza elaborativa non utilizzata.
Si potrebbe avviare un serio programma di condivisione della conoscenza che risieda in maniera diffusa su decine di milioni di computer senza alcuna possibilità di censura.
Si abbatterebbero immediatamente i costi della telefonia mobile per i gestori e per i clienti.