Servizi online e web 2.0

letto 3160 voltepubblicato il 03/11/2008 - 17:42 nel blog di Laura Manconi

Mi piacerebbe, con questo post, avviare una discussione sul tema dei servizi online per i cittadini, che ha fatto molto discutere quanti hanno partecipato a "Occasione perduta?La società dell'informazione e della conoscenza in un paese normale" e hanno letto il contributo di Carlo Mochi Sismondi sul in Italia.

Lo faccio partendo da una considerazione che condivido, nell'analisi di Carlo e da alcuni dati:

- la maggior parte dei servizi online attivati dalle amministrazioni pubbliche non sono di interesse per i cittadini mentre i servizi di vera utilità non possono essere disponibili per mancanza di una reale interoperabilità tra i vari livelli di governo centrale, regionale, locale. Servirebbe invece avere più interazione, più democrazia e informazione nei siti web istituzionali.

- secondo il Rapporto 2008 sulle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni (ICT) nelle Regioni e Province Autonome, la spesa complessiva per ICT nelle Regioni italiane (Sanità compresa) supera l'1,1 miliardi di euro.

A livello medio nazionale, nella ripartizione della spesa ICT di Regioni e Provincie Autonome, circa il 12,38% dei finanziamenti è destinato ai servizi online per cittadini e imprese, realizzati prevalentemente con progetti di e-government cofinanziati dallo Stato.

Sempre secondo il Rapporto Netics 2008, si tratta di una spesa destinata a crescere, visto che 18 enti su 21 hanno dichiarato di voler aumentare nel triennio 2009-2011 gli interventi a favore degli Enti locali e i servizi online.

Il sistema regionale e locale sembrerebbe quindi, alla luce di questi numeri, il punto di ripartenza migliore per l'innovazione e l'egovernment in Italia: con quali strategie e per perseguire quali obiettivi, credo ci siano altre sedi e persone molto più competenti di me in grado di spiegarlo.

Da quello che posso vedere è sicuramente il contesto di maggiore sperimentazione di servizi innovativi, dove censire le eccellenze ma anche le "cattive pratiche": perchè non cominciare a farlo, se è vero che si impara di più dagli errori che dai successi?

E' ancora questo il livello di governo nel quale vorrei cercare esempi di siti web istituzionali che incoraggiano la partecipazione e l'interazione dei cittadini utilizzando gli strumenti già disponibili in Rete grazie al Web 2.0.

Per avviare la discussione vi invito a visitare il portale della città di Torino:

Oltre agli strumenti più tradizionali di accesso ai servizi amministrativi, la città di Torino ha scelto di introdurre alcuni servizi web 2.0 con l'obiettivo di migliorare l'esperienza degli utenti nel fruire dei servizi online e accrescerne l'interattività.

L'elenco e una breve presentazione dei  servizi web attivi  lo trovate cliccando su : tra tutti, vi segnalo il servizio che permette agli utenti del portale di etichettare le pagine web con la parola (anche più di una) che meglio ne identifica i contenuti, a prescindere dal sistema di classificazione utilizzato dall'amministrazione. I tag sono liberamente consultabili e condivisibili tra gli utenti registrati, secondo la logica del social bookmarking (avete presente Del.icio.us ?).

Non so a voi, a me questo sembra un eccellente esempio di incentivo alla partecipazione e di inclusione dei contenuti generati dall'utente all'interno di un portale istituzionale: quanto sia apprezzato dai torinesi, potete farvene un'idea andando a vedere le del sito.

E' questa la direzione?L'e-Gov che funziona deve puntare sull'interazione e il web 2.0?

3 commenti

Marcello Testi

Marcello Testi08/12/2008 - 10:54
http://socialmedia.wikispaces.com/Social+media+game «Lo scopo di questa prima versione è di stimolare conversazioni su quali strumenti "social media" possono essere appropriati in situazioni diverse, di indagare ulteriormente le problematiche emerse dalla presentazione di David e Beth
Laura Manconi

Laura Manconi05/12/2008 - 12:28
L'utente dei servizi online che è anche produttore di contenuti grazie alle potenzialità del web 2.0 inizia ad essere una realtà anche per la PA italiana, anche se forse sono poche ancora le amministrazioni pubbliche che hanno riprogettato i propri strumenti informativi su web tenendo conto di questo tipo di utenza. Le osservazioni che riporti rappresentano una realtà molto diffusa e segnalano una esigenza credo condivisa da molti, di introdurre dei cambiamenti sia nella tipologia di servizi offerti che dell'informazione prodotta e resa accessibile dagli IG. Spero che altri nella rete colgano il tuo invito e segnalino esperienze concrete in questo campo. Vorrei segnalare, anche se un pò a latere di questo tuo intervento, una notizia pubblicata sul sito Job24 e che riporta i dati di una ricerca sullo stato di attuazione della Rete Lavoro nelle regioni. Sono citati degli esempi (Abruzzo e Veneto) che mi sembrerebbe interessante poter approfondire... Il link è: http://job24.ilsole24ore.com/news/Approfondimenti/2008/11/28/23_B.php?uu...
Marcello Testi

Marcello Testi05/12/2008 - 00:12
Ho appena partecipato, come relatore e "animatore" a un workshop organizzato dal Coordinamento Informagiovani del Piemonte. Il tema del workshop (Nuove tecnologie per servizi innovativi) riprende i contenuti di un corso che ho tenuto a inizio anno per 2 gruppi di operatori degli IG afferenti allo stesso Coordinamento Regionale: il corso è stato, per molti operatori, un primo impatto con l'universo "2.0" e con le opportunità che offre. Riporto qui alcuni passi della mia relazione per il workshop, che magari possono essere utili alla discussione. ================================== Durante il corso ci sono stati molti momenti di discussione in aula; in alcuni casi il dibattito è nato spontaneamente perché si sono toccati alcuni nodi o nervi scoperti. In generale, ho percepito un disagio diffuso nei confronti dei temi trattati, con diverse origini: - sicuramente, il carattere intensivo del corso (condensato in tre incontri di una giornata), soprattutto per quanto riguarda la parte relativa alla presentazione dei servizi disponibili, ha un po' disorientato e ha creato per qualcuno un problema di sovraccarico informativo: si sono fatti largo dubbi sulle competenze necessarie per utilizzare in modo efficace le nuove tecnologie - in diverse occasioni è emerso il problema degli ostacoli organizzativi all'adozione di servizi innovativi, ostacoli che si possono collocare «a monte» degli operatori (ruoli apicali) o «a valle» (ruoli tecnici, CED, ecc.). Anche in questo caso, ci si è spesso interrogati sulla fattibilità di progetti innovativi che introducano modifiche nel funzionamento dell'organizzazione grazie alle nuove tecnologie […] Durante il corso, questo tema [l'impatto delle nuove tecnologie sul lavoro informativo] si è sviluppato inizialmente in relazione al pubblico e a una sua «immagine» caricaturale proposta come spunto di discussione. A livello di pubblico, si verifica l'esistenza di un «digital divide», un gap di competenze che influenza anche la composizione dei visitatori dei centri Informagiovani: - da un lato, gli utenti che frequentano i centri Informagiovani, secondo la descrizione degli stessi operatori --- presentano lacune nelle conoscenze di base per l'uso di strumenti informatici --- cercano prima informazione --- hanno una dieta informativa povera - gli utenti che non frequentano abitualmente i centri Informagiovani --- sono autonomi nel reperimento della prima informazione --- sanno consultare fonti diverse Allo stesso tempo, le nuove tecnologie, in particolare i servizi di più recente introduzione, facilitano la trasformazione degli utenti in produttori di contenuti, potenziano le loro capacità di produrre feedback, anche in ambiti non istituzionali. Vengono quindi rimessi in gioco i ruoli coinvolti nel lavoro informativo: operatore, fonti, pubblico. In sostanza, si può dire, cambiando la natura, il «DNA» del pubblico di riferimento, si verifica un cambiamento della mission dei servizi Informagiovani. […] Le sfide sono raggruppate in tre temi principali, ognuno con le proprie implicazioni pratiche 1. La gestione della documentazione, sia quella rivolta agli operatori che quella rivolta agli utenti, con strumenti di produzione, indicizzazione e ricerca che prevedono un flusso bidirezionale di informazione 2. La gestione della relazione con l'utenza in un contesto di sportello «allargato» alla presenza on-line del centro Informagiovani (di qualunque tipo di presenza si tratti) 3. In conseguenza del punto precedente, la focalizzazione sull'Informagiovani come servizio piuttosto che come luogo, come rete di informazioni, di competenze, di persone unite da un'appartenenza territoriale che non scomparirà, ma si vedrà affiancata da diversi modelli di appartenenza e cittadinanza ============================= Come si intuisce, ci si trova ancora in una fase di discussione di quello che si può o si vorrebbe fare e di sicuro gli operatori e i gestori (al workshop erano presenti anche dirigenti e politici) di servizi informativi si trovano in una posizione difficile determinata dalle radicali modifiche del mercato e dell'economia dell'informazione. Sarei interessato a conoscere eventuali esperienze innovative già avviate nel mondo degli Informagiovani e, più in generale, dei servizi di informazione e documentazione.