La bozza del decreto legislativo delegato L. 15/2009 sul "premio annuale per l'innovazione"

letto 8353 voltepubblicato il 01/05/2009 - 22:56 nel blog di Laura Strano

A proposito del premio innovazione la bozza di decreto legislativo delegato della legge 15 del 2009 (Legge Brunetta)  lo disciplina così:

 Art. 22

(Premio annuale per l’innovazione)

1. Ogni amministrazione pubblica istituisce un premio annuale per l’innovazione, di

valore pari all’ammontare del massimo bonus annuale di eccellenza, di cui all’art.21, per

ciascun dipendente premiato.

2. Il premio viene assegnato al miglior progetto realizzato nell’anno, in grado di produrre

un significativo cambiamento dei servizi offerti o dei processi interni di lavoro, con un

elevato impatto sulla performance dell’organizzazione.

3. L’assegnazione del premio per l’innovazione compete all’Organismo indipendente di

valutazione della performance di cui all’articolo 14, sulla base di una valutazione

comparativa delle candidature presentate da singoli dirigenti e dipendenti o da gruppi di

lavoro.

4. Il progetto premiato è l’unico candidabile al Premio nazionale per l’innovazione nelle

amministrazioni pubbliche, promosso dal Ministro per la pubblica amministrazione e

l’innovazione.

 

Attenzione ancora è solo una bozza!

7 commenti

Marialessandra Signorastri

Marialessandra Signorastri04/06/2009 - 15:45
Riporto il testo dell'Art. 26 del decreto legislativo delegato L. 15/2009 Accesso a percorsi di alta formazione e di crescita professionale 1. Le amministrazioni pubbliche riconoscono e valorizzano i contributi individuali e le professionalità sviluppate dai dipendenti e a tali fini: a) promuovono l’accesso privilegiato dei dipendenti a percorsi di alta formazione in primarie istituzioni educative nazionali e internazionali; b) favoriscono la crescita professionale e l’ulteriore sviluppo di competenze dei dipendenti, anche attraverso periodi di lavoro presso primarie istituzioni pubbliche e private, nazionali e internazionali. Sembrerebbe un miracolo! Vi porto un caso che sto vivendo e per il quale non sono ancora riuscita ad ottenere il minimo interesse. Nel 2004 la comunità europea ha finanziato un master in pianificazione, organizzato da un dipartimento dell'università di Genova, insieme all'istituto nazionale di urbanistica, la regione liguria, la fondazione labò. Si trattava di un master universitario di secondo livello, 600 ore con obbligo di frequenza, prove d'esame e project work finale. Al conseguimento del titolo di entrava anche in possesso di 60 crediti universitari. Ho frequenato il master, insieme a due colleghi, ottenendo che le lezioni fossero prevalentemente al pomeriggio, utilizzando ferie e permessi orari, e cercando di far attenzione a non superare il limite massimo di ore di assenza contemplato dal regolamento. Non ci sono stati neppure concessi i permessi annuali di 150 ore per motivi di studio in quanto il master è comunciato in un periodo diverso da quello indicato dal'ufficio personale per la richiesta. Alla consegna del titolo per la valutazione ci è stato comunicato che non sarebbe stato valutato come master universitario, ma come corso di aggiornamento alla stregua di quelli organizzati dall'ente (della durate di due o tre giornate al massimo), in quanto LA FIRMA SULL'ATTESTATO E' QUELLA DELL'ASSESSORE REGIONALE ALL'ISTRUZIONE E NON DEL RETTORE. Sto ancora conducendo la mia battaglia personale per ottenere il riconoscimento che mi spetta. Ho chiesto al responsabile scientifico un'attestazione su carta intestata del dipartimento universitorio di afferenza, che mi ha gentilmente prodotto tale certificato. Nel frattempo ho bussato infinite porte, compreso la segnalazione al MInistro Brunetta su confronti PA, ma nessuno mi ha saputo dare risposta. ... forse bastrerebbe tener conto dei titoli che molti dipendenti pubblici hanno già ottenuto!!! Marialessandra
Laura Strano

Laura Strano07/06/2009 - 22:15
da nord a sud, il problema dei titoli è più o meno lo stesso probabilmente i titoli non sono funzionali agli obiettivi della nostra p.a. sarebbe bastato aggiungere: riconoscono e valorizzano i titoli conseguiti ... il Ministro più che preoccuparsi delle assenze dei dipendenti dovrebbe pensare alla formazione di dipendenti e Dirigenti.. e invece pensa ad abolire il valore legale delle lauree.. http://www.universita.it/abolizione-valore-legale-laurea/ Marialessandra perchè non impugni il regolamento o il contratto che prevede queste assurdità? Laura
Laura Strano

Laura Strano05/05/2009 - 19:02
Inoltre, pur comprendendo che forse per ragioni di ordine pratico ci debba essere il limite di un premio per Amministrazione, considerato che le potenzialità espresse dalle singole Amministrazioni sono diverse sia quantitativamente, per numero di dipendenti, che qualitativamente, (un Ministero non è un piccolo Comune di 15 dipendenti e un Comune non è un AUSL), mi chiedo se sia equo prevedere la possibilità di un solo premio annuale per ogni Amministrazione, senza riguardo alle varie differenze. Ma non è ufficiale. Per chi ha la possibilità di approfondire: il 13 maggio mattina convegno al FORUMPA: "I contesti di applicazione e i prevedibili effetti del Decreto Delegato che disciplina il rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche (ex Legge delega 15/09): http://saperi.forumpa.it/story/38806/il-decreto-legislativo-di-brunetta-... Se qualcuno ha voglia di discuterne in rete, ci sono tante novità: sulle progressioni ad esempio, verticali e orizzontali, sulla gestione della performance ecc. , sulla valutazione, o sull'istituzione di uffici importanti come quello deputato ad occuparsi dell'integrità e della legalità e trasparenza nelle p.a. Proponete voi un argomento. Laura
Laura Strano

Laura Strano05/05/2009 - 18:55
Ciao Marialessandra, ciao Antongiulio, Relativamente alla presunta inapplicabilità agli Enti locali, su cui mi interesserebbe approfondire meglio l’opinione di Antongiulio, in atto nelle norme finali dello schema–bozza del decreto, l’art. 22 è indicato nelle norme finali fra gli articoli del testo il cui contenuto rientra nella potestà legislativa esclusiva esercitata dallo Stato ai sensi dell’art. 117, comma 2, lett. l) ed m) della Costituzione. Lo stesso decreto bozza (la versione che ho reperito io) tra i destinatari, se non erro, include tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui al 2° comma art. 2 del dlgs 165 del 2001. Ma non è ufficiale. Quanto alla condivisibilità personalmente, condivido pienamente le perplessità prospettate da Marialessandra, e nutro forti dubbi sulla possibilità che possano emergere progetti innovativi realizzati da dipendenti, senza che l’Amministrazione eserciti una valutazione politica “soggettiva”., Tutti possono candidarsi, Dirigenti e dipendenti, ma l’assicurazione che tutti i dipendenti abbiano la possibilità di proporre e realizzare progetti dov’è? Non occorre sempre l’autorizzazione della Dirigenza o il rapporto gerarchico è sparito? Il “ Significativo cambiamento dei servizi o dei processi interni di lavoro” non rientra nelle determinazioni per l’organizzazione degli uffici che il 165/2001 enumera fra le competenze della Dirigenza? Laura
Marialessandra Signorastri

Marialessandra Signorastri08/05/2009 - 13:01
forse il mio commento non era molto chiaro. io ho sempre l'autorizzazione del MIO dirigente a svolgere, presentare, candidare progetti ... (quando ho l'OK me ne occupo io direttamente). il problema è che gli altri dirigenti non lo amano molto, quindi le inimicizie sue potrebbero ritorcersi anche su di me, più di quanto non accada oggi. Marialessandra
Antongiulio  Bua

Antongiulio Bua04/05/2009 - 13:13
Il primo testo non va mai preso seriamente. Pensate a quanto lontane solo le Finanziarie approvate dai disegni di legge. Con questo testo probabilmente nessun Ente locale riuscirebbe applicarlo. Si rischia di scrivere una norma "condivisibile", ma inattuabile. Antongiulio Bua
Marialessandra Signorastri

Marialessandra Signorastri04/05/2009 - 11:44
se rimanesse questa formulazione ritengo ci potrebbero essere dei problemi! nel caso del mio ente, in particolare, più volte il nostro operato è stato boicottato dal settore affari generali che la fa da padrone un po' su tutto (a prescindere dalla qualità del lavoro svolto). i progetti che abbiamo sviluppato negli anni non sono mai stati considerati degni di nota all'interno dell'ente, mentre sono stati premiati e riconosciuti validi al di fuori, sia in manifestazioni di settore (ex urbanpromo, rivista urbanistica, ...), che generali (sfide, forum PA, convegni organizzati da altri enti) se l'articolo che hai risportato, da bozza divenisse realtà, i nostri progetti rischierebbero di non poter neppure uscire dalle mura del palazzo provinciale Marialessandra