Consumatori contro la PEC

letto 3112 voltepubblicato il 04/09/2009 - 12:35 nel blog di Paolo Subioli

Leggo che , ritendendo che si vogliano scaricare sui cittadini stessi gli oneri di un'innovazione che la PA finora non è mai riuscita ad attuare per conto proprio.

Molti dei dubbi sollevati sono più che legittimi ed è facile immaginare che la PEC diventi l'ennesima promessa mancata.

Ma a questo punto mi domando: ampliandosi ogni giorno di più il divario tra innovazione in rete e nella PA, sarebbe opportuno cambiare radicalmente strada o è meglio insistere, puntando sull'estensione degli strumenti già disponibili, tra cui la PEC?

paolo subioli

7 commenti

Daniela Malusa

Daniela Malusa09/09/2009 - 13:40
Un problema che abbiamo riscontrato con l'utilizzo della PEC è che la mail che arriva ai cittadini è troppo "strana" rispetto alle mail che arrivano da altri indirizzi e quindi vengono cancellate per paura di Virus
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza09/09/2009 - 21:43
Nell'amministrazione per la quale lavoro, solo da poche giorni ho avuto la possibilità di utilizzare la pec. Devo dire che effettivamente all'inizio abbiamo avuto qualche problemino nella sua gestione. Anche noi abbiamo riscontrato un pò di diffidenza tra gli utenti ai quali abbiamo mandato messaggi con la pec e dai quali siamo stati contattati telefonicamnete prima dell'apertura della posta per accertarsi della sua effettiva provenienza dal nostro Ufficio. Occorre fare informazione e formazione capillare prima di diffondere questo strumento ex legge per tutti.Un utilizzo poco accorto o superficiale della pec può infatti comportare problemi anche seri per i cittadini.
Daniela Malusa

Daniela Malusa13/11/2009 - 12:45
Ho notato che che ormai ci sono diversi gestori che rilasciano la casella di posta certificata e che quindi non è possibile dall'indirizzo capire se si sta scrivendo ad un indirizzo certificato. Le stesse amministrazioni pubbliche, poi, non provvedono a rendere pubblico il proprio indirizzo ne sul proprio sito internet ne lo dichiarano sul sito dell indice delle pa.
Salvatore Agostino Aiezza

Salvatore Agostino Aiezza05/09/2009 - 12:00
- Concordo con quanto detto da Sergio. La P.A. metta a disposizione questo servizio per l'utente; chi vorrà,e saprà,potra utilizzarlo liberamente ed intrattenere i rapporti con la P.A. Chi vorrà,potrà invece continuare a recarsi presso le strutture della P.A. o utilizzare i tradizionali canali, perchè in Italia ancora non ci sono 60 milioni che sanno tutto del WEB e capaci di "lavorare" i sistemi informatici . Si deve,almeno all'inizio,secondo me,evitare di fare il solito sbaglio delle cose fatte "all'italiana.." per cui quando si decide di fare una cosa (dall'alto!!) si fa senza tener in nessun conto la pratica,l'esperienza degli operatori ecc.ecc. Poi all'atto pratico si rileva una cosa inutilizzabile. Nella nostra provincia,per esempio,cma credo in molte altre,ci sono decine di piccoli Paesi con poche migliaia di abitanti dei quali l'80 per cento anziani i quali se non gli dai carta e penna non faranno mai nulla. Come si fa a dire a queste persone:oggi c'è la PEC!?! La PEC deve esserci e anche subito ma,per favore,andiamo per gradi. come dovrebbe essere per ogni cosa in modo che i cittadinii,noi compresi,ne abbiano cognizione e capacità di utilizzo.
Daniela Malusa

Daniela Malusa09/04/2010 - 15:05
Salvatore ci sono pure Comuni che non sono nemmeno raggiunti dalla banda larga....
Sergio Agostinelli

Sergio Agostinelli04/09/2009 - 15:18
E' vero c'è un problema di consapevolezza, non solo dei cittadini. Fortunatamente l'uso della posta elettronica certificata non è obbligatorio per il cittadino. Inoltre in ogni momento si può decidere di ritornare al tradizionale rapporto cartaceo con la PA. Sicuramente dal momento di richiesta ed attivazione della PEC, però, il cittadino dovrà essere consapevole che l’indirizzo di posta elettronica certificata può diventare l’indirizzo valido ad ogni effetto giuridico ai fini dei rapporti con tutte le pubbliche amministrazioni italiane, arrivando – di fatto – a sostituire quello fisico della residenza (o del domicilio). Mi piacerebbe correre questo rischio!!!
Daniela Malusa

Daniela Malusa01/03/2010 - 15:24
Dovrebbe anche essere attivato un sito che consenta ai cittadini di registrarsi per dichiararsi favorevoli all'inivio delle comunicazioni tramite pec. Una specie di registro come quello dell'indicepa oppure trovare un modo per cui non sia necessario chiedere tutte le volte al cittadino se ha la pec...