Perchè è difficile accettare che il dato pubblico sia utilizzato dal privato?

letto 2362 voltepubblicato il 15/11/2009 - 03:11 nel blog di Salvatore Marras

Confesso che ho faticato a comprendere l'importanza della scelta del governo americano di liberalizzare l'accesso al dato pubblico.  L'idea che un privato possa ottenere profitto con le informazioni di tutti mi sembrava poco accettabile (poi mi è venuto in mente facebook....).
Credo che, più che avere difficoltà a capirne i risvolti tecnologici, sono stato condizionato da una visione un poco ideologica del bene pubblico.
Eppure, questa strada offre al cittadino una più ampia possibilità di avere accesso all'informazione, rende più concreto il principio di trasparenza, apre la strada a soluzioni innovative, spinge la PA a migliorarsi e, non meno importante, crea spazi di lavoro.
Il dato pubblico contribuisce a dare a noi cittadini uno spazio in più per esercitare due opzioni fondamentali: .
Un esempio illuminante è il sito dedicato alle , realizzato da OpenPolis con i dati pubblici della Camera.
Su voice e exit c'è un articolo di .
Interessante vedere cosa sui è stato realizzato, esiste anche un per le migliori applicazioni.

3 commenti

domenico pennone

domenico pennone03/12/2009 - 22:17
Caro Salvatore, nel nostro paese, purtroppo, quando si lavora nella PA contano le "carte" ovvero ciò che dicono le leggi i regolamenti le circolari. In loro assenza chi innova rischia e rischia direttamente. Quanti oggi sono pronti a cedere i dati pubblici ai privati senza avere remore "ideologiche sul bene pubblico" se va bene o terrore di commettere un illecito come invece spesso avviene? Il caso della direttiva Europea Inspire sui dati geofisici digitali è emblematico :-(
Laura Strano

Laura Strano04/12/2009 - 00:19
ma la legge già lo prevede solo che la stragrande maggioranza dei dipendenti la ignora, non parliamo poi dei Dirigenti, eccezioni a parte  l’art. 2 del CAD al comma 1 afferma il principio di disponibilità dei dati pubblici: le Amministrazioni devono rendere disponibili i dati di cui sono titolari a privati e ad altre p.a., in forma digitale, ovviamente nel rispetto della normativa sulla privacy E’ un obbligo. Non dovrebbero esserci remore se non quelle dettate dall'ignoranza o dalla malafede. E poi c’è la direttiva CE del 17.11. 2003 recepita con dlgs n. 36 del 2006 che introduce l’istituto del riutilizzo delle informazioni delle p.a. “a fini commerciali o non commerciali diversi dallo scopo iniziale nell’ambito dei compiti di servizio pubblico per i quali i documenti sono stati prodotti.” Anche se in questo caso non è un obbligo .. http://www.cnipa.gov.it/site/_files/riusodatipub.pdf
Laura Strano

Laura Strano02/12/2009 - 18:23
ciao Salvatore, quindi è corretto dire che una p.a. è innovativa se mette a disposizione dei privati i dati pubblici, o se liberalizza l'accesso ai dati pubblici? Potremmo linkare a questo post indicandolo come un altro tassello della p.a. innovativa? Laura