L'Ideario per Cagliari - Un caso di crowdsourcing amministrativo

letto 28861 voltepubblicato il 15/06/2011 - 00:34 nel blog di Mario Marcello Verona

Breve storia

L'Ideario per Cagliari () nasce il 31 Maggio 2011,  circa 24 ore dopo l'elezione di Massimo Zedda a sindaco di Cagliari. La sua diffusione avviene attraverso un “manifesto” in un gruppo di Facebook () ed un tweet che ne segnala l'esistenza.

Si tratta di uno strumento di “crowdsourcing amministrativo”, ovvero di creazione e suggerimento di proposte “dal basso”, da parte dei cittadini. Nell'Ideario è possibile inserire delle idee, commentarle e soprattutto votare la propria e quelle degli altri. Le idee più votate “salgono” in cima alla pagina. E' anche possibile avere altre visualizzazioni, come ad esempio vedere per prime le idee più recenti. Le idee sono inoltre categorizzate secondo il tema - Urbanistica, Sport, Trasporti, etc - ed è possibile usare tag liberi per classificarle ulteriormente.

Per realizzare questo strumento è stato usato Ideascale () un servizio ad hoc molto facile da configurare. Il servizio è gratuito per un uso di base, mentre per avere funzioni in più è necessario pagare mensilmente una quota.

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L'idea di impostare questo strumento è nata dalla grande partecipazione emersa a Cagliari, come a Milano ed in altre città, nel periodo pre-elettorale. Gruppi legati a partiti ed associazioni hanno infatti creato comitati, gruppi di lavoro, occasioni di confronto e discussione. Trainati dallo slogan della campagna elettorale di Massimo Zedda “Ora tocca a noi” e da altri fattori – che non si discuteranno in questa sede - migliaia di persone hanno partecipato alla politica, nel senso etimologico e spesso per la prima volta.

Il risultato è stato un'abbondanza di entusiasmo e proattività, tra le risorse più scarse degli ultimi anni, si leggano a riguardo alcuni indicatori, come i dati sulla popolazione inattiva. L'idea di non disperdere queste preziose e  rare energie è alla base della creazione di questo strumento.

Per evitare letture fuorvianti da parte degli utenti e per non creare illeciti di attribuzione è stata posta una nota nella home page dell'Ideario:

Nota importante: l'ideario per Cagliari è un'iniziativa dal basso, nata per creare partecipazione sulla nostra città dopo l'elezione del nuovo sindaco, Massimo Zedda. L'ideario non appartiene ad un partito, né al Comune di Cagliari, né allo staff di Massimo Zedda. Questi soggetti pertanto non hanno alcuna responsabilità sui contenuti dell'Ideario stesso.

Non è una perla di diritto, ma almeno mette le cose in chiaro per tutti! 

Numeri

La cosa che colpisce nell'esperienza dell'Ideario sono i suoi numeri: 

Dopo 36 ore dalla pubblicazione:

  • oltre 50 idee,
  • 320 "like" di Facebook 
  • 150 utenti registrati

Ad oggi, dopo poco più di dieci giorni di esecizio:

  • 307 idee 
  • 1047 commenti 
  • 6200 voti 
  • 760 utenti (il 6 ‰ circa della popolazione di Cagliari1)
  • oltre 1000 “like” di Facebook

La partecipazione ha avuto dei momenti di promozione spontanea tramite media tradizionali (è apparso un articolo su L'Unione Sarda, un giornale locale molo letto in città), tuttavia la maggior parte del battage è stato fatto attraverso i blog e soprattutto Facebook. Twitter ha avuto un'influenza trascurabile (sono 10 i tweet alla home page), fenomeno imputabile probabilmente alla scarsa diffusione dello strumento tra i cagliaritani.

Qualità e clima

Un altro dato che ritengo interessante è quello relativo al clima ed a variabili qualitative. 

Si è creato infatti un dialogo molto costruttivo e corretto. Al momento non sono apparsi fenomeni di trolling, si riscontra l'assenza di insulti nelle idee o nei commenti ed il clima è generalmente molto buono. Forse sono fenomeni che si presenteranno, in base a fattori numerici (all'aumentare dei partecipanti) o in base a qualche futura scelta politica ritenuta discutibile, ma al momento viene registrato questo.

Naturalmente esistono idee bislacche o semplicemente inattuabili, ma in linea di massima da questo punto di vista il voto popolare funziona molto bene. 

Attraverso i commenti talvolta un thread diventa un vero e proprio luogo di crescita, grazie a utenti che approfondiscono, citano leggi o regolamenti, esperienze di altre città, etc. Questo accade anche quando l'idea in discussione risulta essere un po' ingenua. Molto preziosi a riguardo gli interventi di utenti competenti sui temi dell'amministrazione pubblica, molto probabilmente funzionari, che hanno “corretto il tiro” nei confronti di proposte amministrativamente irrealizzabili.

Ci sono inoltre molte idee buone, a parer mio e della comunità, che sono state sviluppate quasi già sotto forma di progetto ed integrate dai commenti con link a buone pratiche, video ed approfondimenti.

La facilitazione: le redini invisibili

La facilitazione di questo strumento è stata discreta, costante, mai normativa. Si è cercato di osservare con costanza – e con grande curiosità e affetto! - dove la comunità andasse, operando piccole azioni in momenti precisi, al fine di lasciare che si sviluppasse in modo quanto più possibile spontaneo.

Tra queste azioni

  • agire buone pratiche, non “dire come si fa”. Ho cercato ad esempio di proporre le mie idee nella forma più leggibile, con l'utilizzo di una struttura schematica e con una formattazione adeguata alla lettura su web. Oppure ho proposto logiche fino ad allora non esplorate, come il copia ed incolla di un'idea realizzata in altra città o stato, citando la fonte.
  • scoraggiare i flame sul nascere. Da questo punto di vista sembra che la comunità abbia già i propri anticorpi naturali. In alcune occasioni ad un commento aggressivo o potenzialmente irritante, qualcuno ha sempre risposto in maniera pacata e con argomentazioni molto razionali, smorzando i toni. Ho notato due o tre casi del genere ed a seguito di commenti “smorzanti” si può riscontrare dai log che le attività degli utenti “aggressivi” si sono interrotte. La comunità cioè sembra già avere un meccanismo di autodifesa. 
  • valorizzare l'apporto di tutti, con incoraggiamenti e proposte e partire da un presupposto di rispetto sincero verso l'ideatore o il commentatore.

I temi

L'immagine qui sotto rappresenta la distribuzione delle 307 idee attualmente presenti.

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Il campione ovviamente non è rappresentativo della popolazione della città, in quanto si è autoselezionato per motivazione, accesso al mezzo ed affinità elettive. Tuttavia da un'osservazione delle idee più votate, quello che si delinea è una città più "green", dove c'è più spazio per biciclette, auto elettriche e mezzi pubblici. Dove si possa fare più sport in aree belle e curate, ma anche promuovere orti urbani, piani per il cibo e risparmio energetico. Dove ci sia trasparenza ed equità. Per gli “ideatori” sembra meno centrale il tema del lavoro, tema caro al linguaggio di SEL (da cui proviene Zedda), con l'eccezione del co-working, altro elemento di benessere e piacere, dato dallo scambio creativo e costruttivo e dalla dimensione di gruppo ed appartenenza.

Quanto emerge al momento è il racconto di una città sognata, legata al tema del benessere psico-(socio?)-fisico.

Conclusioni e futuro

A seguito delle ultime elezioni amministrative sono nati diversi fenomeni di “crowdsourcing amministrativo”. L'ideario è uno di questi, ma anche Twitter è stato protagonista di segnalazioni di idee e proposte nei confronti delle nuove giunte comunali. Tra queste si ricordano gli hashtag ,   , , , eccetera. 

Si manifesta ovvero un nuovo desiderio di partecipazione – o wikicrazia, per dirlo con Cottica – che richiede a gran voce ascolto da parte degli attori politici e studio da parte degli analisti.

Se l'Ideario è – ma verrebbe da dire già è stato - un fenomeno interessante, c'è già da pensare al dopo. Come può un'amministrazione tesaurizzare uno strumento come questo e le idee che si sono presentate e formate? Qualche idea a riguardo c'è già, ma... !

1 commento

profilo vuoto

profilo vuoto24/06/2011 - 18:34
Mi è piaciuta molto l'idea dell'ideario e anche per come è stata strutturata in maniera semplice e diretta. Ottimo anche il tempismo, quasi come un instant-book. L'evoluzione degli strumenti di comunicazione e il riscontro immediato che hanno sulla democrazia che diventa partecipata in maniera diretta sta diventando sempre più presente e importante. A parte questo, credo che dalla democrazia del comodo like, sistemi come l'ideario o gli instant-tweet portino a dialoghi e scambio di opinioni. Per questo credo molto nel potenziale evolutivo di twitter.. #innovatoriaccendeteimotori ;)