Per fare Open Government ci vuole un Open Leader

letto 2127 voltepubblicato il 22/11/2011 - 00:42 nel blog di Salvatore Marras

Se Open Government significa partecipazione dei cittadini alle scelte e alle decisioni che interessano una città, una regione o un paese non basta attivare canali, strumenti e spazi di partecipazione. Ci deve essere ascolto e attenzione. Non sono molte le esperienze di governo aperto nel mondo; qualche città degli stati Uniti, la costituzione in Islanda,  momenti di governo aperto in UK. Tutto sommato più esperimenti che esperienze consolidate.

Questo non significa che l’Open Government è una chimera, significa che governare ascoltando i cittadini è faticoso, consuma tempo e ripaga solo dopo averci molto investito.
Quando i dirigenti e i politici  (non gli stagiaire) avranno il coraggio di  mettere la loro faccia e dedicheranno il loro tempo (va bene anche quello del loro staff) per ascoltare si potrà iniziare a parlare di Open Government.
Si potrebbe dire parafrasando la che la partecipazione cattiva caccia quella buona. Un cittadino che si è impegnato per cercare di dare un contributo quando si rende conto che non ha un interlocutore o che, peggio, è stato utilizzato per una operazione di immagine, si tira indietro.
Chi partecipa, invece, dovrebbe essere gratificato da un feedback (anche negativo) diretto da parte del suo interlocutore.
Forse il vero Open Government c’è solo nei piccoli paesi dove il sindaco è lui stesso “ufficio di relazioni con il pubblico” e quando va in piazza o al bar non scappa ai suoi paesani. Quando le relazioni sono alla luce del sole e il contatto diretto non si trasforma in clientela.
La tecnologia può allargare la piazza e garantire la trasparenza delle relazioni, se con questo scopo la si utilizza, ma può essere anche un paravento per comportamenti che di Open non hanno niente.
 
A New York ">change by us (guardate in basso le facce di chi ascolta) e a Menphis lo spazio di partecipazione on line ti fa sapere chi c’è dall’altra parte.
Dall'altra parte un esempio italiano che ha avuto anche l’onore di articoli sulla stampa: l’. Uno splendido spazio di partecipazione creato su ideascale per supportare il programma del nuovo sindaco di Cagliari. Dopo un inizio di straordinaria creatività e partecipazione si sta raffreddando, semplicemente perché ne il nuovo sindaco ne il suo staff lo ha voluto adottare (cosi il disclaimer avverte gli utenti). Una occasione perduta...