come fare per diminuire le (evidenti) inefficienze dell'incontro domanda/offerta

letto 2571 voltepubblicato il 02/04/2012 - 14:36 nel blog di Laura Spampinato

Iniziamo dagli interlocutori dei disoccupati che si presentano al Centro per l'impiego. I disoccupati devono percepire non solo un ascolto interessato ma anche una professionalità nel settore che colga al volo quali sono i problemi. L'interlocutore non ha importanza che lavori nel pubblico o nel privato, l'importante è che sia stabilmente lì a seguire i percorsi dei disoccupati affidati alla sua cura. La cura in cosa consiste? Potrebbe esservi bisogno di ulteriore formazione, o aggiornamento, o riconversione totale. Potrebbe esservi bisogno di un intervento assistenziale fino a riprendersi da condizione troppo critica (aiuto terapeutico). Punti di forza e punti di debolezza ne abbiamo tutti. Per primi gli operatori dei servizi per l'impiego devono avere l'umiltà di ammettere i loro limiti. Se sanno poco di informatica che figura ci fanno a preselezionare informatici? Se sanno poco o niente di amministrazione come fanno a preselezionare amministrativi? Non va più bene la selezione generalista, bisogna specializzarsi per macrosettori. Il personale in organico deve sottoporsi a bilancio competenze per primo, scegliere un macrosettore da seguire aggiornandosi o formandosi e quindi prendere in carico un certo numero di disoccupati da accompagnare nel settore approfondito, anche uscendo nel territorio e frequentando aziende e possibili datori lavoro, interessandosi ai loro problemi e facendone tesoro. Deve diventare il tramite effettivo. L'incontro allo sbando fra candidati preselezionati superficialmente tanto per toglierseli dai piedi e aziende crea gravissimi problemi. I candidati si trovano di fronte a situazioni del tutto inaspettate e imbarazzanti da morire. Han paura a parlarne, potrebbero non essere creduti, essere scartati da preselezioni future rendendosi antipatici o troppo problematici (rischio denunce anche da parte datori scorretti che negherebbero offerte fatte). I candidati devono essere accompagnati verificando bene prima se nulla osta al contatto (legislazione sfavorevole, limiti età ecc.). Faccio riferimento a casi veri, che non sto qui a sbandierare. Importante capire e rimediare. Potrei fornire documentazione nel merito dei metodi e soluzioni da adottare, avendo operato con passione nel settore in passato, ma avrei bisogno di autorizzazione di Pisapia essendo lavori effettuati per Comune Milano e  che sono finiti sicuramente nel cestino dopo chiusura Assessorato Mascaretti. Ecco, la passione è importante, ci si deve sentire ogni giorno in missione, amando i disoccupati, tutti ma specialmente i più brutti e sfigati. Chi è prevenuto o ha problemi suoi a cui pensare, cambi mestiere. Mi fermo qui per ora.

2 commenti

Carlo Scupola

Carlo Scupola26/04/2012 - 11:20
I problemi che hai evidenziato sono stati affrontati nella Provincia di Verona a partire dal 2003. Il primo aspetto da sottolineare e che i centri per l'impiego sono gestiti dal settore pubblico, mentre , le agenzia per il lavoro appartengono al settore privato. Questa nota e chiara differenza impedisce una evoluzione al miglioramento del servizio pubblico che spesso porta soluzioni innovative, ma che è costretto a fare i conti con tutti gli ostacoli che la macchina dello Stato impone a se stesso. Tu parli di uscite nelle aziende. Questa attività è iniziata in questa Provincia, a partire dal 2003, con la creazione di un ufficio di progetto per il marketing il cui compito è la presentazione dei servizi svolti dai centri per l'impiego con particolare riferimento al servizio d'incontro domanda e offerta e alle attività consulenziali ed inoltre, con la richiesta di fidelizzazione delle aziende per la creazione di un proprio portafoglio clienti. Lo scopo principale era, ovviamente, incrementare le richieste di personale gestite dai Centri per l’Impiego. Nei primi due anni abbiamo ottenuto il raddoppio delle domande di lavoro inviate ai nostri centri per l'impiego. Questo ottimo risultato ha rischiato di far implodere i servizio d'incontro domanda e offerta dato che il personale adibito a tale servizio ( la provincia di Verona ha 6 centri impiego nei quali lavorano, in tutto, circa 6O impiegati distribuiti tra i vari servizi e con l'apertura al pubblico dalle 8.30 alle 13.00) non riusciva più a garantire alle aziende un servizio di preselezione ottimale. Quindi dalle 150 uscite annuali si è passati alle attuali 40. Inoltre, dal 2010 vi è anche il, problema dello spostamento degli operatori nella aziende dato non è più possibile utilizzare il mezzo proprio. Prima differenza con il servizio privato è proprio la capacità di seguire e rinforzare il filone, che permette di ottenere risultati positivi, con l'investimento di nuove risorse economiche, strumentali e di personale. Secondo aspetto che evidenzi è la capacità degli operatori pubblici di condurre i colloqui di preselezione. La soluzione che proponi è quella francese, ma non è praticabile negli attuali centri impiego perchè sarebbe necessario dividere in due i centri impiego, ovvero, prevedere che una parte del personale sia adibito alle attività amministrative ( gestione dello stato occupazionale) ed l’altra parte ai servizi di accompagnamento lavoro e d'incontro domanda e offerta. La presa in carico di un disoccupato presuppone che gli operatori abbiano adeguate competenza personali e professionali che non sono presenti nei attuali centri per l'impiego e che difficilmente potranno essere inserite con nuove assunzioni. Per quanto riguarda l'aspetto delle attività di preselezione le soluzioni che gli operatori d'incontro domanda e offerta attivano sono molteplici e spesso sono concordate con le aziende. La preselezione dei centri per l'impiego non è frutto di un semplice incrocio informatico ma, al contrario è frutto di un'indagine sulle competenze dei candidati svolte con l'aiuto indiretto delle aziende. Se può esserti utile nel 2006 abbiamo sperimentato il servizio di selezione del personale. Questo è stato un progetto misto tra pubblico e privato per selezionare i candidati attraverso test, prove reali, colloqui con psicologi del lavoro e esperti della materie con la triplice finalità di individuare i reali candidati, di verificarne le loro competenze e di capire i loro gap professionali. I risultati sono stati eccezionali, le aziende hanno assunto il personale da noi individuato, i candidati idonei, ma non assunti sono poi stati subito piazzati (competenze validate dall'esito della selezione) in altre aziende gestite dal servizio d'incontro domanda e offerta. Il personale non idoneo avrebbe dovuto essere indirizzato a corsi di formazione per colmare il gap professionale. Il risvolto della medaglia qual'è? Semplice alle stesse aziende destinatarie del servizio di selezione è stato chiesto se avrebbero utilizzato il servizio se fosse stato a pagamento. La risposta è stata chiara il servizio pubblico è pagato dalle tasse. Quindi i centri per l’impiego possono funzionare correttamente ma è necessario capire qual è il loro compito principale: gestore delle certificazioni? Erogare Servizi per migliorare l’occupabilità degli utenti? Erogare servizi d’incontro domanda? Facilitatori per la collaborazione tra servizi pubblici e servizi privati? Una cosa è certa servono forti finanziamenti e con la soppressione delle Province i centri per l’impiego rischiano di essere ulteriormente bistrattati. Il mercato del lavoro è insieme di soggetti che si muovono velocemente in caos ordinato, pertanto, i centri per l’impiego per poter far parte di questo caos dovranno essere fortemente modificati mantenendo però la matrice pubblica.
Laura Spampinato

Laura Spampinato26/04/2012 - 14:01
E' evidente da quanto dici che solo l'approvazione di un Piano che espliciti obiettivi e finanziamenti relativi possa far uscire dal guado. Se l'obiettivo è raccogliere domanda e poi non si riesce ad evaderla per scarsità risorse addette a preselezione non si fa altro che peggiorare la situazione scoraggiando chi ci aveva contato, e cioè sia le aziende che i disoccupati che si impegnano a cercare annunci, inviano il cv con lettera di presentazione e non ottengono alcun riscontro, venendo poi a sapere, se insistono a chiedere notizie perché realmente interessati e disperati, che l'annuncio non è più valido ma è ancora lì in evidenza come se lo fosse. Succede anche presso le Agenzie private di lasciare annunci in vetrina per far entrare candidati, nonostante siano scaduti, ma nel pubblico questo non dovrebbe accadere, visto che non c'è l'assillo della concorrenza da battere per gli impiegati. Giusto distinguere fra amministrativi e professionisti dell'orientamento e preselezione, figure entrambe necessarie sempre chiarendo obiettivi del servizio da fornire (non direi selezione, perché quella generalmente preferisce farsela l'azienda, grande o piccola che sia, o delegando compito a professionisti realmente esperti nel settore specifico che vedo meglio inseriti in società di consulenza ad hoc). E questo dici che non è chiaro, anche alla luce del fatto che non si sa come sarete riorganizzati a seguito Riforma e destino Province. Gestore certificazioni? Se non avete i professionisti per questo, come le fate? Servizi per migliorare l'occupabilità? Se l'outplacement e i percorsi formativi verranno gestiti dai Sindacati tramite loro strutture saranno lì destinate le risorse, non presso di voi. Facilitatori di che? Esempio Sportello Biagi, dove 7 agenzie di somministrazione tentavano collocamento fasce deboli operando in struttura del Comune di Milano? Anche lì si ritrovavano le limitazioni di cui parli perché il gestore pubblico sovrastava e impediva libere iniziative, i risultati non furono apprezzati e fu chiuso. Nel periodo in cui li vidi lavorare, il settore che portava notevole occupazione era quello delle badanti, gestito però direttamente da altro Sportello specializzato, esterno al Biagi, a cui confluivano gli interessati. La carta vincente era la specializzazione. E tanti Sportelli si specializzavano in questo campo, in forte concorrenza fra loro, godendo di finanziamenti vari, con personale molto qualificato ma precario, del tutto scollegato con la Provincia, anzi, visto con diffidenza da Centri Impiego che non mettevano nemmeno le locandine appese presso i loro uffici per far sapere agli utenti disoccupati che questi Sportelli esistevano. Altro che facilitazione! Non metto in dubbio che a Verona lavoriate bene, ma non mi risulta che i Centri si preoccupino di monitorare opportunità formative nuove, aperture di uffici utili allo scopo incontro domanda-offerta nel territorio, da parte di chi (Provincia) proprio questo dovrebbe curare con quotidiana attenzione, volendo fare governance. Prima bisogna chiarire dove, cosa, come fare. Nella sezione Servizi di qualità sotto il nome di indipertutti pag. 122 e segg. ho descritto come vedrei utilizzato bene il personale attualmente in carico presso Centri impiego http://saperi.forumpa.it/story/65870/la-carica-delle-101-idee-una-pa-mig... Presso ogni comune dovrebbe essere approntata almeno una postazione con operatore disponibile a fornire aiuto tecnico ai disoccupati che non sono dotati di connessione internet o di sufficienti competenze per usufruirne appieno e cercano opportunità lavorative. La registrazione per l'accesso alle informazioni dovrebbe essere acquisita dall’Inps per monitorare le azioni di ricerca attiva da parte dei disoccupati e a fronte di queste erogare automaticamente un reddito minimo vitale di contrasto alla povertà e al lavoro in nero. L'operatore dovrà inoltre essere sistematicamente aggiornato a cura della propria amministrazione per indirizzare gli utenti a strutture orientative di livello superiore per i bisogni formativi e sostegno all'autoimpiego. La prossimità e frequentazione di queste postazioni, situate in uffici raggiungibili con mezzi pubblici per una piena fruizione da parte di tutti i cittadini, faciliterebbe anche l'incontro domanda offerta nel territorio comunale tramite opportuni interventi di politiche attive da parte degli assessorati competenti per il lavoro e sviluppo del territorio comunale, favorite dalla sistematica osservazione dei flussi occupazionali in entrata e uscita. .................. Quindi, aiuto tecnico a chi ne ha bisogno per corretto inserimento propri dati; invio a professionisti esterni o Agenzie per orientamento, formazione, selezione, secondo settore e quindi in modo specialistico; molta concentrazione su bisogni e opportunità territorio monitorandolo; preselezione accurata dando sempre riscontro puntuale; consulenza ad aziende e disoccupati su benefici e sgravi per assunzioni di cui possono godere (operatori informati puntualmente da Ministero); in più aggiungerei gestione BUONI LAVORO ACCESSORIO, come complemento in situazioni transitorie ipotizzando sostegno reddito minimo garantito durante buchi occupazione a chi non ha Cassa integrazione e quindi speranza di ritorno in azienda, ma deve pur campare in qualche modo, e qui un gestore generalista può venire in aiuto.