La Regione Umbria ha razionalizzato l'intero sistema regionale delle società partecipate pubbliche dell'ICT

letto 1690 voltepubblicato il 20/05/2014 - 14:14 nel blog di Rita Pastore, in Osservatorio Spending Review

La Regione Umbria è una delle poche regioni che, adeguandosi alle misure di spending review, ha rivisto l'intero sistema regionale delle società partecipate pubbliche nel settore dell'ICT, portandole da 6 a 2 consorzi. Il Consiglio regionale ha approvato il riordino che cancella Webred, Centralcom, HiWeb, Webred servizi, Sir e Umbria servizi innovativi. Al loro posto nascono Umbria Salute e Umbria Digitale. Sono previsti notevoli risparmi.

Si tratta di un atto consequenziale ai processi di semplificazione e razionalizzazione già intrapresi dall'amministrazione con relative leggi. Non ci saranno consigli di amministrazione, ma un amministratore unico, inoltre trattandosi di società “in house" vi sarà un forte risparmio legato all’assenza dell’obbligo del pagamento dell’Iva sui servizi prestati alla Regione. Oltre ad una riduzione dei soggetti della filiera, l'obiettivo è anche allineare la mission di questi soggetti con le nuove priorità dell’agenda digitale, favorire lo sviluppo del mercato locale dell’Ict e la collaborazione pubblico-privato, ottenere economie di scala insieme alle competenze specialistiche necessarie in particolare sulle infrastrutture digitali (con Umbria Digitale) ma anche rendere effettiva la centrale acquisti in ambito sanità (attraverso Umbria Salute).

Il provvedimento assume grande importanza sia sotto il profilo strategico che della razionalizzazione, efficientamento e contenimento della spesa. Il testo legislativo ridefinisce il profilo competitivo dell’Umbria in un comparto strategico come quello delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione introducendo importanti novità anche nelle modalità di approvvigionamento di beni e servizi in ambito informatico e sanitario. Con questa legge, la Regione Umbria intende conseguire molteplici obiettivi:

- ridurre il numero di società informatiche a partecipazione pubblica portandole da sei ad una (Umbria Digitale) con un conseguente risparmio in termini di costi di gestione, governace e di servizi;

- istituire un’unica società consortile a sopporto della fornitura di beni e servizi alla sanità (Umbria Salute) che fungerà anche da nuova Centrale regionale di acquisto (CRAS), attraverso la quale sarà possibile migliorare ulteriormente la performance nell’ambito delle spese sanitarie;

- ridefinire sulla base degli obiettivi previsti dal Piano di Agenda Digitale il sistema informativo pubblico completando il percorso di digitalizzazione dell'amministrazione, abbatendo i costi anche per cittadini e imprese e adottando un Data Center Unico per tutti le pubbliche amministrazioni.

Per quanto riguarda i risparmi, in particolare, Umbria Digitale che nascerà per fusione, incorporazione o scorporo di ramo d’azienda di Webred Spa, Centralcom, Hiweb, Umbria Servizi Innovativi e Sir permetterà un risparmio annuo di circa 240 mila euro all’anno derivante dal passaggio da 9 consiglieri di amministrazione ad 1 amministratore unico e dalla riduzione da 10 ad 1 dei revisori dei conti. Nel dettaglio, gli amministratori delle cinque società partecipate dalla Regione percepivano complessivamente 180 mila euro. Il nuovo amministratore unico di Umbria Digitale circa 50 mila. Lo stesso discorso si può fare per i revisori dei conti che complessivamente costano alle società partecipate circa 130 mila euro e che con il riordino peseranno solo per 20 mila euro annui.

Occorre anche considerare la riduzione dei costi degli uffici con funzioni amministrative-gestionali (es. contabilità, buste paga, gestione amministrative varie, ufficio legale ecc); la riduzione del turn-over mediante le riconversione delle risorse umane già presenti: come avverrà nel caso della riconversione dell’unità di personale che potranno sostenere in Umbria Salute i servizi connessi alla Centrale di acquisto; la riduzione dei costi per lo snellimento dei processi interni, misurabili sia in termini economici che in termini di riduzione dei tempi (a cui consegue riduzione costi) e lo sviluppo di economie di scala e di scopo.

Previsti anche impatti positivi esterni, con maggior potere contrattuale negli acquisti, nei rapporti con il sistema bancario ed in generale nella contrattazione con i terzi. La costituzione della Centrale Unica per gli acquisti in sanità prevista all’interno del consorzio Umbria Salute, sarà in grado di creare un modello di acquisto centralizzato capace di conseguire la riduzione dei prezzi per beni e servizi in virtù di maggiori volumi di gare e una netta riduzione dei costi anche per una minore incidenza delle procedure amministrative. Il modello di acquisto centralizzato farà conseguire una riduzione di spese per beni e servizi stimabile tra il 5 e il 10% dei costi complessivi della sanità, che in Umbria è possibile stimare intorno ai 350 milioni di euro all’anno.