Misure di contenimento della spesa per l'Università a Lodi

letto 1223 voltepubblicato il 02/07/2014 - 13:31 nel blog di Rita Pastore, in Osservatorio Spending Review

Anche il progetto del polo universitario e della ricerca di Lodi si ridimensiona per effetto della spending review. Il grandioso piano per realizzare uno dei più grandi centri d'Europa sull'agro-alimentare e sulla cura degli animali — i cui costi iniziali sfioravano gli 83 milioni di euro, cifra però lievitata nel tempo —  risale al 1998, quando si era deciso di trasferire a Lodi le facoltà di Veterinaria e di Agraria. In 16 anni sono stati spesi 40 milioni che hanno portato alla costruzione della clinica veterinaria per grandi animali (dove oggi vengono curati soprattutto cavalli da corsa e animali da reddito), del centro zootecnico aziendale e di altre strutture universitarie come la foresteria, gli stabulari e le residenze.
Però, in considerazione della riduzione del numero chiuso (dal 1998 ad oggi i posti per la Statale assegnati del ministero dell'università e della ricerca  sono passati da 195 a 84 con una conseguente diminuzione delle iscrizioni) e dalle esigenze di revisione della spesa, è stato necessario rivedere  tutto il progetto, soprattutto i  costi lievitati, e di commisurare le strutture a un obiettivo di accoglienza più modesto: spazi per 1.600 studenti invece dei 2.500 previsti inizialmente e limitando il trasferimento della facoltà di agraria. E’ stato quindi approvato il testo dell’Atto integrativo e modificativo dell’Accordo di programma di Lodi. Il Collegio di Vigilanza dell’Accordo, nella seduta del 21 maggio 2014, ha raggiunto una conclusione importante: l’opera vedrà una riduzione dei costi del 30% grazie in parte alla realizzazione diretta a cura dell’Ateneo e in parte al ridimensionamento delle aree edificabili necessarie e delle strutture.
Per garantire un corretto rapporto tra risorse disponibili e obiettivi di spending review, il progetto è stato ridotto di circa diecimila metri quadrati di superficie, eliminando aule e laboratori. La Statale, secondo contratto, pagherà il 60% dei 57,5 milioni di euro che rimangono da finanziare, mentre il restante 40% per cento sarà messo a disposizione dal Comune di Lodi, dalla Provincia di Lodi e dalla Regione Lombardia.
Ai 16mila metri quadri già costruiti se ne dovranno comunque aggiungere altri 26mila che ospiteranno l'ospedale per piccoli animali e il completamento di altri edifici, a cui si deve aggiungere anche il centro zootecnico che la Statale finanzierà interamente con altri 5,3 milioni di euro. Entro il prime semestre del 2018 avverrà il trasferimento definitivo della facoltà di Veterinaria.
Le risorse risparmiate potranno essere destinate a esigenze diverse del territorio. Questo risultato è frutto dell’intesa e del lavoro svolto insieme all’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, con cui è stato deciso di mantenere invariato l’apporto finanziario della Regione al progetto, riducendo al contempo quello degli Enti locali e della stessa Università degli Studi di Milano.
Infine, per quanto riguarda il futuro impiego degli edifici in Città Studi, dove attualmente si trova la sede della facoltà di Veterinaria (15 aule pensate per la didattica dotate di videoproiettore, computer e videoregistratori), non esiste ancora un progetto di destinazione, ma la discussione è già in corso tra il Comune di Milano e la Regione.