Spending review, agevolazioni fiscali e sussidi

letto 1634 voltepubblicato il 07/05/2015 - 14:11 nel blog di Maria Fiore, in Osservatorio Spending Review

Proposte di spending review mediante interventi sulle agevolazioni fiscali e sui sussidi di settore; strumenti che spesso sono diventati concessioni a gruppi di pressione e che sono difficilmente riconducibili a reali motivi di incentivazione e sviluppo di politiche settoriali.

Invito alla lettura di alcuni interessanti articoli sull’argomento di seguito allegati e da cui riporto alcune informazioni interessanti.

Il tema è molto discusso e delicato per le potenzialità strategiche in esso insite in termini di risparmi ottenibili e di riordino in un campo difficilmente districabile, per gli interessi che tocca e gli ostacoli che incontra. Per questo da più parti si auspica un piano politico di intervento il più possibile ampio e simultaneo, in modo da essere più facilmente accettato, con un intervento attento, mirato ma anche generale e diffuso tra i settori.

In tal senso, tra gli altri, si pronuncia da tempo Roberto Perotti che ora sta lavorando sulla materia insieme con il nuovo commissario alla Spending review, Gutgeld.

Dalla riduzione di 52 agevolazioni fiscali il Governo stima possibile un risparmio di 1,54 miliardi di euro. Che potrebbe salire ad 1,67 miliardi nel 2016 e a 2,4 miliardi nel 2017 considerando anche le detrazioni per spese sanitarie e per le badanti.

La prima stima ufficiale sulla revisione delle agevolazioni fiscali è contenuta nel dossier sulle tax expenditures messo a punto da Gutgeld e Perotti, e consegnato a Palazzo Chigi. Un dossier, ancora in corso di ultimazione, in cui sono state prese in considerazione 720 voci classificate dal Ministero dell’Economia negli ultimi tre anni sotto la voce tax expenditures, ovvero l’insieme di tutti i bonus, agevolazioni, aliquote ridotte e sconti fiscali che ogni anno erodono il gettito per oltre 253 miliardi di euro.

Interessanti anche alcune considerazioni contenute in un articolo di Marè sul Corriere della Sera: recentemente Martin Feldstein in due working paper del National Bureau of Economic Research ha proposto di introdurre un tetto in percentuale del reddito lordo (Feldstein propone tre ipotesi: 2, 3 e 5%) sull’insieme dell’ammontare delle spese fiscali, escluse quelle più importanti ai fini della progressività. Ciò per ridurre il rischio che ogni tentativo di eliminare una particolare forma di vantaggio sia rifiutato dai beneficiari. Inoltre l’uso di una percentuale in relazione al reddito imponibile lordo comporterebbe semplificazioni sia del sistema fiscale in relazione ai contribuenti che passerebbero da deduzioni «specifiche» a una standard e in percentuale, sia per l’amministrazione che avrebbe controlli più semplici. Ancora, l’utilizzo di una differenziazione delle varie tax expenditures, al variare del reddito, potrebbe aumentare l’equità del sistema. Anche la decisione di lasciare maggiore libertà di scelta al contribuente su come usare il tetto di spese fiscali potrebbe essere sicuramente ben accolta.

Una questione importante è poi quella dell’utilizzo del gettito recuperato: se restituirlo ai contribuenti (in tutto o in parte? a tutti o a solo un sottogruppo?) per neutralizzare l’altrimenti inevitabile aumento della pressione fiscale; oppure, se usare questi importi per il risanamento della finanza pubblica. In Italia saranno necessarie entrambe le soluzioni. Un altro criterio per intervenire potrebbe essere infine quello di definire una soglia in termini sia di costo per lo Stato (perdita di gettito), sia di numero di beneficiari: una voce di spesa che si trovasse al di sotto di queste due soglie (ad esempio, costo inferiore a 500 milioni e un numero di beneficiari inferiori a 300-500 mila contribuenti), sarebbe ritenuta un sussidio e potrebbe essere dunque eliminata. Un costo molto contenuto e un numero di beneficiari limitato ne evidenziano la natura di favore fiscale a un gruppo specifico e non di sistema.

 

di Marco Mobili, da IlSole24Ore, 25 aprile 2015

di Mauro Marè da il Corriere della Sera, 29 aprile 2015

di Roberto Perotti e Filippo Teoldi da Lavoce.info, 18 settembre 2014