Forum Europeo per i Giovani: pubblicato il Rapporto sulle Politiche Giovanili

letto 2001 voltepubblicato il 18/11/2015 - 15:32 nel blog di Stefano Fiaschi, in Politiche per i Giovani

Secondo il rapporto, che comprende i risultati di 38 Consigli Giovanili Nazionali e organizzazioni internazionali giovanili non governative, mentre le politiche sono state uno strumento chiave per migliorare le vite dei giovani europei nel passato, i giovani ancora rimangono il gruppo a maggior rischio di povertà ed esclusione sociale. Il rapporto afferma inoltre che il Piano di Lavoro UE sulla Gioventù non ha portato ad un maggiore coordinamento o fatto dei giovani una priorità di Europa 2020, e a causa di mancanza di obiettivi e punti di riferimento, è molto difficile allo stato attuale capire se abbia fatto la differenza.

Il rapporto prende in esame in dettaglio le politiche giovanili a livello nazionale e il coinvolgimento delle organizzazioni giovanili nella loro implementazione, e mette in luce che:

  • il 40% dei Consigli Nazionali Giovanili giudicano bassa la qualità dei tirocini nel proprio paese. Una buona qualità dei tirocini e dell’educazione all’imprenditorialità vengono viste come fondamentali per sostenere il passaggio dei giovani dall’istruzione all’occupazione.
  • Vanno compiuti ulteriori sforzi per una implementazione di successo della Garanzia Giovani in tutti gli Stati membri.
  • L’istruzione non formale è ancora ignorata dalla maggior parte degli organismi che si occupano di istruzione, quali scuole e università. Oltre che accesso all’istruzione formale per tutti, dovrebbe esserci maggiore interazione tra i settori formali e non-formali.
  • Le politiche  giovanili non dovrebbero essere mirate solo ad alcuni gruppi, poiché questo stigmatizza alcuni gruppi di giovani e ne esclude altri.
  • Le organizzazioni giovanili colmano il divario tra le politiche e la realtà ed esercitano un’influenza positiva sui giovani; ad esempio, il 92% dei Consigli Nazionali Giovanili aiutano i giovani a sviluppare competenze utili per i datori di lavoro.
  • In ogni caso, le organizzazioni giovanili non sono sufficientemente e sistematicamente coinvolte nel processo di elaborazione delle politiche giovanili, con quasi tre quarti delle organizzazioni giovanili (72%) che non si sentono valorizzate dalle autorità pubbliche.  

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