COMMERCIO E SOMMINISTRAZIONE - risoluzioni MISE di fine anno 2016

letto 2120 voltepubblicato il 25/12/2016 - 09:25 nel blog di Simone Chiarelli, in Disciplina delle attività produttive (SUAP e non solo)

COMMERCIO E SOMMINISTRAZIONE - risoluzioni MISE di fine anno 2016 

1) La risoluzione n. 281196 del 7 settembre 2016 risponde al quesito sulla ammissibilità per una ditta individuale artigianale, che esercita l’attività in un Comune, di aprire un’altra sede operativa nel territorio di un Comune vicino.

2) La risoluzione n. 282668 del 7 settembre 2016 reca chiarimenti in merito al possesso dei requisiti di onorabilità da parte di un soggetto per il quale risultano due decreti penali di condanna, e su come applicare il quinquennio richiamato all’articolo 71, comma 3 del D.Lgs. n. 59 del 2010.

3) La risoluzione n. 282683 del 7 settembre 2016, reca chiarimenti in merito all’attività di vendita al dettaglio esercitata dai produttori agricoli sulle aree pubbliche mediante l’utilizzo di un posteggio.

4) La risoluzione n. 293796 del 20 settembre 2016 reca ulteriori chiarimenti relativamente all’attività di massaggi Tuina o Thai Massage, ovvero di massaggi rivolti al benessere della persona.

5) La risoluzione n. 294246 del 21 settembre 2016 risponde al quesito di un Comune in merito all’applicabilità della disciplina relativa alla liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura delle attività di commercio al dettaglio, intervenuta con la modifica dell’articolo 3, comma 1, lettera d-bis, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 ad opera dell’articolo 31, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011, con riferimento, nello specifico, alle attività di somministrazione di alimenti e bevande.

6) La risoluzione n. 331003 del 20 ottobre 2016 - emanata ad integrazione della precedente nota ministeriale del 7 settembre 2016, n. 281789 - reca ulteriori chiarimenti in merito a quanto disposto dall’articolo 83 (Ambito di applicazione della documentazione antimafia) del decreto legislativo n. 159 del 2011 (recante il Codice Antimafia), sulla base di quanto precisato in una apposita nota dal Ministero dell’Interno n. 557/PAS/U/014203 del 15 settembre 2016.

7) La risoluzione n. 331051 del 20 ottobre 2016 riporta una serie di precisazioni fornite dal Ministero dell’Interno in relazione all’attività di commercio elettronico di auto nuove e usate.

8 ) La risoluzione n. 331084 del 20 ottobre 2016 risponde al quesito di un Comune che chiede se sia possibile esercitare l’attività di vendita al dettaglio del settore alimentare (vendita di frutta e verdura) su area esterna, scoperta, privata adiacente al locale, non soggetta al pubblico passaggio e, se eventualmente se ne ravvisi la possibilità, se sia necessaria la presentazione della SCIA per ampliamento della superficie di vendita.

9) La risoluzione n. 338662 del 27 ottobre 2016 risponde al quesito se risulti ostativo il seguente reato: l’importazione, la detenzione e il trasporto di sostanze stupefacenti in concorso, per il quale il soggetto richiedente è stato condannato a reclusione per 4 anni e 3 mesi e ad una multa di euro 20.000,00, con sentenza irrevocabile del 12 marzo 2013 e con pena accessoria di interdizione perpetua dai pubblici uffici per 5 anni.

10) La risoluzione n. 343306 del 2 novembre 2016 reca chiarimenti se, al fine di agevolare i controlli da parte degli Organi di vigilanza circa la prevalenza della vendita dei prodotti propri dell’imprenditore agricolo rispetto a quelli acquistati presso terzi, oltre che allo scopo di impedire che il consumatore sia indotto in errore circa la diretta riconducibilità dei prodotti posti in vendita all’attività di produzione diretta da parte dell’imprenditore agricolo, i prodotti che questi acquisti presso terzi non debbano quanto meno essere collocati in aree o su scaffali separati dai prodotti del proprio fondo, ovvero identificati mediante cartelli o altri mezzi atti ad individuarne la diversa provenienza.

11) La risoluzione n. 372321 del 28 novembre 2016 reca ulteriori chiarimenti in merito alla norma di cui all’articolo 3, comma 1, lettera f-bis, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito nella legge 4 agosto 2006, n. 248, che istituisce il c.d. consumo sul posto dei prodotti di gastronomia negli esercizi di vicinato utilizzando i locali e gli arredi dell’azienda con l’esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l’osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie.

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