Complottista sarà lei! Sì ma anche lei!

letto 2144 voltepubblicato il 13/05/2017 - 14:36 nel blog di Alfredo Amodeo

L’allunaggio dell’Apollo 11 sarebbe stato filmato su di un set allestito da qualche parte in Arizona. L’Area 51 conserverebbe tecnologia di origine aliena. I governi cercherebbero di istupidire la popolazione attraverso sostanze diffuse dagli aerei: le cosiddette scie chimiche. Il piano Kalergi mirerebbe a sostituire le popolazioni europee con masse di migranti. E poi l'11 settembre organizzato dalla Cia, i vaccini che in realtà sarebbero nocivi, Big Pharma e il Gruppo Bilderberg. Ecco alcune delle principali teorie del complotto, ovvero fantasiose spiegazioni alternative di eventi reali che li rappresentano come cospirazioni da parte di forze occulte e potentissime. Attualmente esiste una teoria del complotto per tutto un po’ per tutto, non c’è un solo argomento ormai che sia esente da questa ombra, anzi, invece, di diminuire sotto il rullo compressore della trasparenza, nell’ultimo ventennio, queste sembrano essersi addirittura moltiplicate. Proprio per questo ci sorprenderemmo nello scoprire quanta gente intorno a noi si dice convinta dell’esistenza di poteri occulti impegnati a dirigere il mondo, a decidere gli esiti delle elezioni, far scoppiare guerre ed epidemie oppure nascondere l’esistenza di fenomeni paranormali: spiegazioni queste a cui crede più o meno una persona su quattro. Ma come si può prestare fede a storie così bizzarre? E' forse colpa (o merito?) degli iper-democratici (o oscurantisti?) new media, i quali conferiscono il diritto di cittadinanza a qualunque tipo di informazione a prescindere dalla sua verifica o proprio perché non verificata da fonti ufficiali per antonomasia considerate strumenti di lavaggio del cervello.  Se lo è chiesto , ricercatore in psicologia alla Columbia University e fondatore del sito , nel saggio , pubblicato in Italia da Bollati Boringhieri.

Secondo Brotherton la psicologia del complotto è affascinante e svela molto su noi stessi e su come sono costruite le nostre menti. I complottismi non sono aberrazioni psichiche di pericolosi sociopatici, sono il prodotto del funzionamento del nostro cervello e la radice stessa del verbo «credere». Il fatto è che queste idee si adeguano perfettamente a certi circuiti mentali che (volenti o meno) tutti noi ci portiamo dentro, confortando le nostre paure più profonde, i nostri desideri più nascosti e il nostro stesso modo di interpretare il mondo. In altre parole le teorie del complotto non sono che effetti collaterali della ricerca di senso compiuta dal nostro cervello allo scopo di difendersi dal caos del mondo. La medesima ricerca che porta alla costituzione di credenze e religioni. Per lo psicologo sociale , dell’Anglia University, citato dall'autore, sarebbe anche colpa dell’, quella parte del cervello che ci fa reagire di fronte alle minacce: l’incertezza e l’ansia per il futuro la rendono iperattiva, e ciò spinge il cervello a un’incessante rianalisi delle informazioni a disposizione, nel tentativo di organizzarle in una narrazione coerente che ci faccia capire cosa sta succedendo, da chi siamo minacciati e come dovremmo reagire. La sindrome del complotto sarebbe, quindi, antica quanto il mondo, d'altronde se Brotherton giunge a questa conclusione partendo da un'analisi dei processi congnitivi non si può non ricordare come  giunga a conclusioni simili ne   <<La teoria cospirativa della società risiede nella convinzione che la spiegazione di un fenomeno sociale consista nella scoperta degli uomini o dei gruppi che sono interessati al verificarsi di tale fenomeno (talvolta si tratta di un interesse nascosto che dev’essere prima rivelato) e che hanno progettato e congiurato per promuoverlo. (…) Io non intendo affermare, con questo, che di cospirazioni non ne avvengano mai. Al contrario, esse sono tipici fenomeni sociali. Esse diventano importanti, per esempio, tutte le volte che pervengono al potere persone che credono nella teoria della cospirazione. E persone che credono sinceramente di sapere come si realizza il cielo in terra sono facili quant’altre mai ad adottare la teoria della cospirazione e a impegnarsi in una contro-cospirazione contro inesistenti cospiratori>>. Sempre Popper nel 1963 scriveva in : «Detta teoria, più primitiva di molte forme di teismo, è simile a quella rilevata in Omero. Questi concepiva il potere degli dei in modo che tutto quel che accadeva nella pianura davanti a Troia costituiva soltanto un riflesso delle molteplici cospirazioni tramate nell’Olimpo. La teoria sociale della cospirazione è in effetti una versione di questo teismo, della credenza, cioè, in una divinità i cui capricci o voleri reggono ogni cosa. Essa è una conseguenza del venire meno del riferimento a Dio, e della conseguente domanda “chi c’è al suo posto?”. Quest’ultimo ora è occupato da diversi uomini e gruppi potenti, sinistri gruppi di pressione, cui si può imputare di aver organizzato la grande depressione e tutti i mali di cui soffriamo>>.

Ma qual è il profilo dei cospirazionisti? Briotrherbon confuta il luogo comune secondo il quale queste persone apparterrebbero ad una frangia estremista, piccola ma motivata, di uomini di mezza età, depressi, emarginati, oltreché presi da una stravagante mania per le ricerche. La maggior parte degli elementi di tale stereotipo, infatti, non regge alla prova dei fatti. Nel complesso, le donne risulterebero altrettanto sensibili alle teorie del complotto quanto gli uomini. Neppure il livello di istruzione e reddito farebbe molta differenza. Nelle file dei cospirazionisti sarebbe leggermente maggiore la presenza dei diplomati rispetto ai laureati, ma anche professori, presidenti e premi Nobel qualche volta finiscono per soccombere a questo oscuro fascino.

In fin dei conti leggere questo libro può essere un buon antidoto per scongiurarne effetti più nefasti perché non dobbiamo dimenticare come dalla frode dei Protocolli dei Savi di Sion si sia arrivati ad Auschwitz o come, tornando ai nostri giorni, dalla diceria sulle cause dell’autismo potrebbe derivare un calo delle vaccinazioni sui bambini.